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Sindrome di Ménière: che cos’è?

sindrome di Ménière
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Quando si fa riferimento alla sindrome di Ménière, poniamo attenzione ad una sintomatologia che deriva dall’aumento della pressione dei fluidi (endolfina) che si trovano all’interno del labirinto auricolare dell’orecchio interno.
Il labirinto auricolare è un sistema complesso, composto da tre canali semicircolari che hanno un compito importante: il controllo dell’equilibrio.
La sindrome di Ménière comporta diversi disturbi tra cui: attacchi ricorrenti di sordità, acufeni, vertigini, nausea, vomito e una sensazione di pressione all’interno dell’orecchio. Tali sintomi si presentano sotto forma di “CRISI”, che hanno durata variabile dai 20 minuti a più di 24 ore arco di tempo nel quale viene consigliato riposo assoluto in un luogo buio e silenzioso poiché il movimento può peggiorare la situazione.

Incidenza e sintomi della sindrome di Ménière

La sindrome di Ménière, colpisce 1 individuo su 1000. Non vi sono particolari range di età, anche se vi è una maggiore incidenza per gli uomini tra i 40 e 60 anni.
Inoltre, nell’80% dei casi, la sindrome di Ménière colpisce un solo orecchio. Quando sono coinvolte entrambe le orecchie nel secondo, i sintomi, compaiono circa 2 o 3 anni dopo.

Diagnosi

Nel momento in cui sono riscontrati i sintomi, bisogna rivolgersi all’otorino che dovrà confermare i sospetti e diagnosticare la sindrome di Ménière.
Per far ciò l’otorino dovrà eseguire una seria di esami strumentali: l’esame audiometrico per analizzare la funzione dell’udito, l’esame ipedenzometrico per verificare il funzionamento delle diverse componenti dell’orecchio e la pressione al suo interno.
Altri esami da poter eseguire per diagnosticare la sindrome di Ménière ossia: l’elettronistagmografia, che esamina il nistagmo, l’insieme dei movimenti oculari causati da stimoli provenienti dal labirinto e l’esame vestibolare che studia la funzione e il funzionamento del labirinto stimolandolo con l’irrigazione del condotto uditivo esterno con acqua calda o fredda.

Cure

Ad oggi, non vi è alcuna terapia risolutiva per la sindrome di Ménière ma vi sono una serie di accorgimenti alimentari da dover seguire e dei trattamenti farmacologici e chirurgici.
La dieta per limitare i sintomi e gli attacchi acuti della sindrome di Ménière prevede un ridotto apporto di sale, caffeina e alcol, incremento della quantità quotidiana di acqua per contrastare il ristagno dei liquidi, la riduzione del livello di stress e soprattutto vietato fumare.
Alcuni medici sostengono che sia necessario un intervento chirurgico per i pazienti affetti da vertigini continue e debilitanti dovute alla sindrome di Ménière attraverso:

  • La labirintectomia (rimozione del labirinto) può essere utile per tenere sotto controllo le vertigini sacrificando però l’udito, quindi è consigliata soltanto ai pazienti che già hanno gravi problemi di udito nell’orecchio colpito.
  • La neurotomia vestibolare, che separa selettivamente il nervo dall’organo colpito nell’orecchio interno, di solito è efficace contro le vertigini e riesce a preservare l’udito, ma presenta rischi chirurgici importanti.

Di recente, per curare le vertigini da sindrome di Ménière, si preferisce somministrare la gentamicina, un antibiotico ototossico (cioè che provoca danni all’orecchio), direttamente nell’orecchio medio.

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