Acufene

TRT: la terapia per gli acufeni

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Sebbene non siano riconosciuti come una vera e propria malattia, gli acufeni possono costituirsi come un disturbo altamente invalidante per chi ne soffre: ronzii, fischi, tinniti più o meno persistenti affliggono il paziente che non riesce a localizzare l’origine dei rumori che percepisce. Pertanto, spesso ci si chiede

Esiste una valida terapia per gli acufeni?

Ebbene si, con l’aiuto di uno specialista dell’udito si può individuare la terapia più adatta all’intensità del disturbo. Occorre tenere presente, infatti, che gli acufeni variano di intensità e percezione da persona a persona, e per questo motivo necessitano di un trattamento altamente personalizzato e basato su fasi e approcci dedotti dal colloquio iniziale col paziente.

La TRT (Tinnitus Retraining Therapy) è la più diffusa terapia per gli acufeni, anche conosciuta come terapia del suono. Introdotto da Pawel Jastreboff all’inizio degli anni’90, questo trattamento parte dall’assunto che l’origine degli acufeni non sia da ricercare nell’orecchio, bensì in alcune specifiche zone del cervello. È per questo che esso si fonda sul concetto di sound habituation: mediante una stimolazione acustica, mira a rieducare la percezione uditiva da parte del cervello con l’obiettivo di ridurre il fastidio provocato da fischi, ronzii e tinniti, confondendoli con altri rumori di fondo.

La TRT consente di eliminare o ridurre notevolmente la percezione degli acufeni, perché pur non eliminandoli alla loro origine, li rende impercettibili e dunque irrilevanti.

Tutta la terapia per gli acufeni si articola in fasi molto precise, tra le quali quella del counseling preventivo si rivela essenziale. È indispensabile, infatti, che lo specialista spieghi dettagliatamente al paziente i meccanismi che regolano il disturbo e la strategia terapeutica da adottare. Il suo supporto e la rassicurazione continua sono necessari, anche perché paradossalmente all’inizio la terapia può comportare un’intensificazione dei fastidi, ed è importante che il paziente sappia che ciò è del tutto normale.

Superata questa prima fase, si approccia alla terapia per gli acufeni vera e propria, il cui scopo è stimolare l’attività dei neuroni uditivi. In pratica, dal momento che la percezione di un suono non dipende dalla sua intensità assoluta, bensì dalla differenza generata da quest’ultimo rispetto all’attività neuronale di base (il rumore di fondo dei nostri neuroni), la terapia agisce con la finalità di aumentare questa attività fisiologica, rendendo impercettibili i suoni fastidiosi. L’eccitabilità di alcune aree cerebrali è drasticamente ridotta e gli acufeni vengono filtrati.

Per fare ciò la terapia sonora si avvale di alcuni strumenti che sono in grado di provocare un arricchimento sonoro ambientale: mascheratori indossabili, protesi acustiche (in caso di ipoacusia), generatori di suono esterni (da utilizzare di notte) o fonti sonore ambientali. Ovviamente, la modulazione dei dispositivi è da adeguare a seconda dei casi, mentre gli ambienti sonori rivelatisi più efficaci per questo tipo di trattamento sono i suoni della natura e tutti quei suoni neutri che non innescano risposte emotive.

Oltre che per la modalità, il trattamento degli acufeni può variare anche in funzione della sua durata. Anche se si ottengono risultati in tempi brevi, la terapia per gli acufeni mediamente si protrae per 12-18 mesi, perché si preferisce proseguirla al fine di evitare ricadute e rendere permanenti gli effetti benefici. L’efficacia della TRT, infatti, è dimostrato che non dipende dalla causa scatenante del fastidio né dalla sua entità, perché, se effettuata nel modo giusto e per il giusto tempo, assicura sempre una riabilitazione uditiva totale.

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