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Guida pratica per affrontare i problemi di udito

affrontare i problemi di udito
Guida pratica per affrontare i problemi di udito
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Se hai un problema di udito, ti sarà capitato più di una volta di chiedere di ripetere ciò che è stato appena detto. Inoltre, potresti aver notato che i tuoi parenti fanno fatica a comunicare con te, e questo ti pesa molto. Impegnarsi per la prima volta per cercare di risolvere questo problema può essere ancora più stancante e frustrante, soprattutto se le tue aspettative di riuscita sono a breve termine, anzi immediate. Infatti, ti avverto fin da subito che dovrai armarti di sana pazienza, ma non temere. Per te ho preparato una guida pratica per affrontare i problemi di udito e per fare una scelta consapevole prima di acquistare il tuo primo paio di apparecchi acustici.

Affronta il problema

Il primo consiglio della mia guida pratica per affrontare i problemi di udito è proprio quello di affrontare il problema. Prima di tutto bisogna fare il primo passo: rivolgersi a un medico otorinolaringoiatria per una visita specifica, per capire da cos’è causato il problema. Questo perché alle volte potrebbe essere un tappo di cerume facilmente rimovibile o un’otite che va tempestivamente curata. Infatti, non sempre la strada corretta è acquistare un apparecchio acustico: deve essere l’otorino a prescrivere le protesi acustiche in prima battuta. Mi è già capitato di sentirmi dire: “ci sento poco, devo prendere l’apparecchio acustico, me l’ha detto la pubblicità che ho visto alla televisione”. No, fermi tutti! Bisogna prima andare a fondo e affrontare il problema un pezzo alla volta, come se fosse un puzzle da 1000 pezzi. È complicato, non banale come te lo presentano le pubblicità alla TV.

L’impatto che la perdita di udito ha sul tuo cervello: il calo di udito è graduale

Il cervello compensa la perdita uditiva, ma cresce il rischio di demenza senile. Il nostro cervello si nutre di input esterni, come una pianta. Se alimentato con meno suoni e meno informazioni, corriamo il rischio che invecchi molto velocemente, come una pianta che ha bisogno di sole e dell’acqua per sopravvivere e non appassire. È molto importante iniziare a sottoporsi a controlli uditivi attorno ai 50 anni, questo per tenere sotto controllo il tuo udito e intervenire il prima possibile nel caso in cui ci fosse un calo di udito grave. L’unico strumento disponibile che abbiamo è la prevenzione.

Conosci i tuoi bisogni

Un altro passo importante della guida pratica per affrontare i problemi di udito è conoscere i tuoi bisogni, le tue abitudini quotidiane, le tue passioni, il tuo stare con gli altri. Per lavorare al meglio e aiutarti a recuperare il tuo udito, noi audioprotesisti abbiamo bisogno di avere più informazioni possibili riguardo il tuo stile di vita. Ad esempio, se sei uno sportivo, sicuramente il tuo corpo suderà e l’apparecchio acustico dovrà essere in grado di resistere ad uno stato di umidità più elevato del solito. Se sei appassionato di musica, avrai bisogno di lavorare su alcune frequenze. Se ti piace uscire al ristorante o al bar, avrai bisogno di lavorare sullo schiarire la voce e la comprensione delle parole, per avere delle conversazioni ottimali in mezzo a tanto brusio come al bar. Ognuno ha le proprie esigenze uditive, non tutti vogliamo le stesse cose o facciamo le stesse cose.

Informazione VS. pubblicità

Quante volte ti è capitato di leggere “prova gratuita di 30 giorni?” E magari promettono anche che una volta indossati tornerai a riprendere in mano la tua vita. Peccato non funzioni proprio così. E le aspettative che si creano sono molto più elevate rispetto alla realtà. Non ti dicono fin da subito che non sentirai tutti i suoni della tua vita di prima. Anzi. Una volta uscito dallo studio con il tuo nuovo apparecchio avrai bisogno di tempo per abituarti. Non è come un paio di cuffie per ascoltare la musica che appena le indossi iniziano a funzionare. La prova che viene ogni giorno pubblicizzata non è una garanzia. Una prova d’ascolto per vedere come funziona l’apparecchio può essere valida, ma ci vuole molto più di un mese prima di trovarsi bene con un apparecchio acustico, dall’indossarlo al cambiare le batterie.

In un mese non ci possono essere tutti i benefici voluti e sperati. La prova è un’arma a doppio taglio. La si può fare ovviamente, ma in maniera consapevole, sensata e intelligente, perché se dopo un mese non senti bene come ti avevano promesso, non li terrai quegli apparecchi. Penso al mio paziente, il sig. Aldo, che, con una prova andata male quando aveva 70 anni, a 90 è ritornato da me a cercare di risolvere il problema. Ma perché non vieni seguito come paziente. Creando false aspettative. Per questo è un’arma a doppio taglio. Se non trovi un audioprotesista professionista che ti sappia spiegare bene tutto quanto rischi di rimanere deluso e di abbandonare per sempre l’idea degli apparecchi acustici.

Un apparecchio acustico non basta

L’apparecchio acustico è un aiuto importantissimo, ma non è la chiave della soluzione del tuo problema. Ad esempio, se ti fratturi una gamba, dopo aver tolto il gesso hai bisogno di tempo per tornare a muoverla. Anche se compri la scarpa da ginnastica migliore al mondo, non ti basta acquistarla per tornare a camminare e a fare le camminate in montagna il weekend. C’è bisogno di esercizio ed essere seguiti da un fisioterapista che ci indichi un programma corretto di riabilitazione alla camminata. Questo per far sì che tutti i muscoli che si sono indeboliti con la frattura ritornino a sostenere il peso del corpo correttamente e non incorrere in altri danni, come quelli muscolari. Lo stesso identico discorso vale per le tue orecchie, per il tuo udito. Ci vogliono diverse fasi per recuperare al meglio il proprio udito. Inizialmente bisogna abituarsi a portare l’apparecchio acustico. Successivamente andranno fatte delle regolazioni continue in quanto il nostro cervello comincerà a sentire quei suoni che non sentiva da tempo. Ecco perché il lavoro dell’audioprotesista non si conclude alla consegna dell’apparecchio. Ma è da lì che inizia.

Affidati ad un professionista competente

La persona fa molta più differenza rispetto a un apparecchio acustico. Non concentrarti troppo sulla marca, il modello o il prezzo, perché non è quello che fa la differenza. Per scegliere il professionista giusto stai attento agli esami che vengono svolti nel centro audio protesico. Accertati che venga fatta un’anamnesi completa. L’audioprotesista non ti aggiusta l’orecchio, non ti dona un sostituto del tuo orecchio. L’apparecchio acustico amplifica i suoni ma non tutti migliorano la comprensione delle parole. Ogni problema è unico. Ti aiuterà a sentire l’ambulanza che sta arrivando e non farti perdere la patente. Ma è importante capire i limiti dell’apparecchio acustico.

Le qualità di un buon audioprotesista sono:

  • Empatia, grazie alla quale capisce il problema del paziente
  • Professionalità, perchè non ti dice che  ha una soluzione facile e veloce, non ti parla di tecnologia, sconti etc.
  • Trasparenza, perchè è chiaro sui risultati che puoi avere, creando un rapporto di fiducia per lavorare bene sulla riabilitazione
  • Studio e applicazione, perchè non trova una soluzione dopo aver dato una rapida occhiata all’audiometria dell’otorino. Fa un anamnesi accurata, studia a lungo il problema del paziente, quanti suoni capisce, quante parole, se ci sono allergie o altri problemi di salute che possono compromettere l’udito…

Il prezzo: è una tua scelta.

Ci sono vari modelli e l’audioprotesista può consigliarti, ma non obbligarti a scegliere un particolare modello o una certa fascia di prezzo. Alcuni centri offrono soluzioni meno costose con sconti più elevati, e presso alcuni di essi hai la possibilità di ottenere gli apparecchi con la mutua se rientri in determinati parametri. Ma alla fine il risultato lo raggiungi con il centro e l’audioprotesista che hai scelto. L’audioprotesista sa quale tipo di apparecchio sia giusto per le tue esigenze uditive., ed è con questo criterio che va scelto l’apparecchio: in base agli obiettivi e alle esigenze del paziente, non in base al prezzo. Non in base alla prova gratuita di un mese. Certi centri acustici danno la possibilità di cambiare il tuo apparecchio anche dopo 3/4 mesi, se non ti trovi bene, cercando altre soluzioni audioprotesiche. Un mese non basta per tornare a sentire meglio.

Ricordati che per affrontare i problemi di udito e trattarli in modo efficace ci sono tante variabili in gioco. Una soluzione immediata e veloce non esiste, vanno fatti studi approfonditi.  L’apparecchio acustico è un mezzo fare in modo che il paziente torni a sentire meglio, ma se il mezzo non va bene, perché le esigenze sono cambiate o quel determinato modello non va bene, allora va cambiato. E questa è una garanzia che devi cercare dal tuo audioprotesista e dal centro a cui ti sei affidato.

Alla prossima!

Dott. Francesco Pontoni

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