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Metodo Clarivox®: 3 fasi fondamentali per regolare il tuo udito con i giusti apparecchi acustici

Metodo Clarivox®
Il Metodo Clarivox® ideato dal dr.Pontoni
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Mi piace essere diretto e sincero, e dire le cose senza troppi giri di parole: nessun apparecchio acustico (così come li conosciamo noi oggi) potrà mai sostituire la perfezione miracolosa dell’orecchio umano.

Gli apparecchi acustici sono piccoli, non hanno display come i moderni telefonini. Forse per questo si pensa che siano semplicemente degli auricolari che emettono suoni amplificati. Ma non è affatto così. Hanno tecnologie davvero sofisticate a cui lavorano delle brillanti menti del nostro pianeta. Le aziende produttrici di apparecchi acustici dispongono di strumenti e budget di ricerca e innovazione equiparabili solo alle più grandi aziende del pianeta. Gli apparecchi acustici hanno avuto in questi ultimi anni un’evoluzione tecnica incredibile. Davvero incredibile. Eppure sono ancora distanti dalle meraviglie di cui ci ha dotato la natura.

Come mai? Ci vogliono forse tener nascosta la migliore tecnologia? No, non credo sia così. La risposta è semplice. L’udito cresce e si sviluppa con noi. Le prime voci che sentiamo quando siamo in culla ci rassicurano. Il ritmo delle parole ci aiuta ad apprendere il linguaggio. L’intonazione ed il tipo di voce dei nostri amici, delle prime persone di cui ci siamo innamorati si scolpiscono nei nostri ricordi. Dalla notte dei tempi le vibrazioni della musica nutrono lo stato emotivo dell’essere umano. Odori e suoni hanno un impatto fortissimo nello stato emotivo di ognuno di noi. Le emozioni codificano nel nostro corpo delle azioni specifiche. Per questo motivo, quando iniziamo a non sentire, viene meno un’importante stimolazione emotiva. Se ci aggiungiamo poi che le persone aspettano anni per prendersi cura del proprio udito, ritornare a recuperare il 100% delle funzionalità uditive sarà molto difficile.

Gli apparecchi acustici di per sé non sono in grado di comprendere tutta questa componente soggettiva. Questo infatti è il compito dell’audioprotesista. Mediante colloqui, anamnesi e test specifici, il tecnico non solo dovrebbe farsi un’idea di COSA far sentire al paziente ma anche di COME gradisce sentire il paziente. Ma cosa far sentire e come farlo sentire sono solo il punto di arrivo.

Immagino che anche tu, se non ti sei mai imbattuto in un apparecchio acustico, dai per scontato che non appena indossati tornerai a sentire tutto come prima. Ma invece non è così. Gli apparecchi non sono come gli occhiali da vista. Non basta la lente con la graduazione corretta. Per fare un passo indentro, l’orecchio è esso stesso, come l’occhio un filtro, come l’occhio filtra la luce per farci vedere, l’orecchio filtra i suoni per farci sentire. La differenza e la complessità dell’orecchio sta nel lavorare con le frequenze. Le lenti supportano l’abbassamento delle diottrie (o della vista) mentre l’apparecchio acustico aiuta le cellule cigliate del tuo orecchio che si sono deteriorate con traumi, tempo e rumori troppo forti. La funzione di queste cellule è quella di inviare i suoni al cervello che li convertirà in “messaggi”. Ecco perché lavorare con frequenze è più complesso.

Il ruolo dell’audioprotesista

Per questo motivo c’è bisogno di un percorso da fare, per regolare il tuo udito con gli apparecchi acustici nel miglior modo possibile. Visto il progresso della tecnologia, ed il costo degli apparecchi, verrebbe da pensare che ci siano delle metodiche ben specifiche per svolgere questo tipo di intervento. Infatti per la maggior parte delle operazioni medico-sanitarie vi sono delle prassi da seguire. Ci sono processi speciali che ogni professionista sanitario deve seguire a tutela del paziente. Le persone sono tutte diverse e allo stesso tempo il tipo d’intervento deve seguire per tutti lo stesso sviluppo. L’abilità del professionista sta nel comprendere le specificità di ogni caso per ottenere i medesimi risultati. Eppure per gli apparecchi acustici, di norma, non è così.

Tanti professionisti operano secondo un metodo per cui di volta in volta, in base a quello che riporta il paziente, decidono il da farsi. Ma se per caso il paziente non sa esprimere in modo critico e analitico la propria esperienza di ascolto? E se nel periodo trascorso semplicemente non gli sono capitate occasioni particolari dove testare la resa degli apparecchi? E se l’audioprotesista fraintende le indicazioni del paziente? Oppure cosa succede se il paziente è troppo puntiglioso o viceversa ha la tendenza ad accontentarsi? Questi sono secondo me solo alcuni dei punti deboli di questo modo di operare. È fondamentale capire ed analizzare l’esperienza di ascolto della persona e allo stesso tempo il tecnico dovrebbe avere un programma di lavoro da seguire.

Il metodo Clarivox® ideato da Pontoni – Udito & Tecnologia

Per questo noi di Pontoni – Udito & Tecnologia abbiamo sviluppato un metodo di lavoro da far seguire a tutti i nostri tecnici: Clarivox® . É il nostro metodo di lavoro composto da 3 fasi principali che ci permettono di seguire un percorso standard per ogni persona, per regolare l’udito con i giusti apparecchi acustici. Per ognuna di queste fasi ci sono obiettivi specifici da gestire. Nel caso non vengano raggiunti, il tecnico conosce già le manovre da attuare per ottimizzare questi punti. Così un passo alla volta si porta l’apparecchio acustico in maniera logica e programmata ad avere un’amplificazione ottimizzata. Per far sì che il paziente comprenda in modo più confortevole le parole.

Questo modo di procedere è ovviamente più confortevole per il paziente, che in modo trasparente può conoscere l’obiettivo della seduta di regolazione. Il processo di riabilitazione uditiva, inoltre migliora le performance del tecnico, perché saprà dal principio quale sarà il focus della seduta.

Ma andiamo a vedere nello specifico quali sono le tre grandi aree di interventi presenti nel metodo Clarivox®.

La prima è la fase di scalata. Il nome non a caso riguarda una vera e propria ascesa dell’amplificazione. Durante questa fase, l’obiettivo delle sedute sarà di verificare che l’apparecchio possa essere indossato in modo più confortevole possibile. Non è per nulla banale. Basti pensare agli amplificatori che si trovano in supermercati o farmacie. Apri la scatola e lo indossi, senza regolazioni particolati. In realtà tutta questa parte del comfort viene data per scontata, perché se si leggono le recensioni degli amplificatori acustici su internet, si trova spesso qualcuno che ha speso 200€/300€ per dei dispostivi completamente inutilizzabili.

Successivamente lavoreremo sulla capacità di sentire i suoni in modo confortevole. Soprattutto per chi ha atteso molto tempo prima di prendersi cura del proprio udito, questa fase è davvero molto delicata. Devono essere presi tutti gli accorgimenti del caso per far sì che la persona non sia infastidita dal punto di vista acustico in modo eccessivo. Nel nostro campo solitamente i problemi sono due quando si tratta di sentire in modo confortevole. Alcuni tecnici saltano completamente questa fase, magari dandola per scontata o facendola in modo approssimativo. Oppure si concentrano praticamente solo su questa fase, e quando il paziente riesce a portare l’apparecchio, valutano concluso il loro intervento.

Le fasi finali

Mentre con il metodo Clarivox® a questo punto, dopo aver raggiunto il comfort nell’indossare gli apparecchi con scioltezza, inizia la fase più importante e complessa: la sintonizzazione. Solo a questo punto infatti, ci concentriamo per far sì che la regolazione venga affinata migliorando la comprensione delle parole. Non è per nulla facile, né scontato. Questa è la parte in cui i tecnici che intendono conseguire l’abilitazione all’uso di Clarivox® hanno più difficoltà. Ci sono molte logiche, completamente nuove e che non avevano mai utilizzato prima, che portano a cambiare la concezione di come si regolano gli apparecchi acustici.

Alla fine di tutto, una volta portata a termine la sintonizzazione, abbiamo la gestione della fase di crociera. Durante queste sedute verranno eseguiti dei controlli alternati, per la verifica della resa degli apparecchi e lo stato del proprio udito. È prevista anche dopo 4 anni di utilizzo degli apparecchi, un confronto della resa fra diverse tecnologie. In conclusione, questa dovrebbe essere la prassi corretta per regolare il tuo udito con i giusti apparecchi acustici, e garantirti il miglior ascolto possibile.

Se vuoi scoprire di più riguardo a come accedere al percorso di riabilitazione uditiva Clarivox®, ti invito a prenotare una consulenza gratuita online.

A presto, dott. Francesco Pontoni

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