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Quando diventa un problema sentire meno?

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Partiamo dalla constatazione che ci sono davvero pochissime persone che ammettono di avere un “problema” (ed è comprensibile). Se poi tale limite è di tipo fisico e/o sensoriale la questione si fa ancora più delicata, tanto che a volte è davvero difficile affrontarla con disinvoltura.

In questo articolo proverò a classificare a grandi linee tre situazioni differenti perché, a seconda della situazione potresti aver bisogno di indicazioni diverse.

Mentre provo a elencartele ti chiedo, durante la lettura, di capire in quale tra queste tre situazioni riesci a collocarti.

SITUAZIONE A – C’è chi lo ammette! 

Sai di non sentirci bene, ne sei certo perché potresti citare decine e decine di esempi e di situazioni in cui vivi imbarazzi e forti limiti a causa della tua perdita d’udito. Nella maggior parte dei casi non è stata una cosa improvvisa ma diresti che è stata più una situazione che si è evoluta nel tempo.

SITUAZIONE B – “Non ho problemi di udito, sono gli altri che parlano male!

Pensi di non avere nessun problema d’udito, o ritieni di avere un calo, ma credi sia una condizione normale magari dovuta all’età o al lavoro che hai svolto, e che  dovrebbero essere gli altri a parlare più forte, più chiaro. Se la situazione peggiorerà valuterai il da farsi.

SITUAZIONE C – “So di avere un problema ma è solo un leggero calo!”

Sai di avere un leggero calo d’udito, ti accorgi che non senti qualche suono rispetto a prima. A essere onesto sai che ci sono momenti in cui hai difficoltà a capire tutte le parole, ma non ritieni di stare così male da dover affrontare la spesa, ma soprattutto la vergogna, di portare gli apparecchi acustici.

SITUAZIONE D – È giusto informarsi!

Lo so, ti avevo preannunciato tre situazioni e poi ne ho messe quattro, ma mi sembra corretto classificare anche chi realmente ci sente bene, non conosce persone sorde e legge questo articolo solo perché gli piace esser informato riguardo la sua salute. Se è questo il tuo caso ti consiglio di leggere fino alla conclusione perché se oggi non è un problema sentire meno, domani potrebbe riguardare te o qualche tuo conoscente.

Come già immaginerai il discorso da fare è molto differente per le persone nella situazione A, per quelli della B e per quelli della C.

In questo articolo affronterò queste tre situazioni.

È molto importante però che tu sia onesto con te stesso nel collocarti in una tra esse, perché la chiave di lettura sarà molto diversa, ovviamente.

La domanda più logica potrebbe essere:

Ma non basterebbe chiedere: pensi di sentirci bene?”

Può sembrare banale, ma non lo è affatto. In molti anni di professione ho incontrato persone convinte di sentire perfettamente (qualcuno si presenta da me perché afferma di sentire fin troppo, e ciò ha dell’incredibile), mentre in realtà riscontravo in loro un certo grado di sordità, a volte anche grave.

Viceversa, si sono rivolte a me persone che volevano acquistare un apparecchio per un’ipoacusia auto-diagnosticata, ma che invece risultavano avere un udito fine.

Ma perché succede questo? Permettimi, prima di entrare nel vivo delle tre situazioni, di spiegarti perché la situazione è così ambigua.

Soffrire di un calo uditivo non significa necessariamente essere “sordi”

Ci sono diversi livelli di perdita uditiva, ma soprattutto devi tenere presente che potresti sentire molto bene alcuni tipi di suono e non sentirne affatto altri.

Mi spiego: una persona che ha problemi di vista vede tutto il mondo sfuocato, e nonostante si sforzi, molte immagini rimangono comunque poco chiare. Non ha dubbi, vede meno e probabilmente ha bisogno di occhiali.

Magari anche a te è capitato di allontanare il giornale che stavi leggendo per riuscire a mettere a fuoco le parole o, viceversa, incollarlo alla punta del naso.

Immagina ora il tuo orecchio come se fosse un pianoforte, composto da molti tasti, ognuno di essi capace di farti sentire un impulso sonoro.

Immagina che alcuni tasti funzionino bene, e che ti permettano di percepire i suoni in modo vigoroso. Altri tasti sono invece danneggiati irrimediabilmente e quindi non inviano suoni, oppure li fanno giungere distorti o stonati.

Il tuo cervello allora cerca di compensare la perdita uditiva, “aggiungendo” quello che l’orecchio non percepisce. Ti assicuro che in molti casi la compensazione è strabiliante!

Prova a leggere (se ci riesci) la frase qui sotto e capirai cosa intendo dire:

Sceodno una rcircea dlelUvitrisenà di Cmbairgde non ipromta lodirne dlele letrete in una proala, luicna csoa che cntoa è che la pimra e lutlmia ltetrea saino al psoto gusito. Ttute le atlre lrteete  dlela poalra psonoso esrsee itinvtere snzea carere prleobmi alla letutra.”

Probabilmente sei riuscito a capire il senso a grandi linee, vero?

Funziona allo stesso modo per l’udito, perché il tuo cervello è sveglio e reattivo e cerca di ricostruire e dare senso a tutto quello che lo circonda.

Certo, paghi un prezzo: quanta fatica hai fatto per finire di leggere la frase scritta sopra?

Ti immagino mentre con gli occhi socchiusi, fai un grande sforzo per aumentare la concentrazione. Forse ora stai iniziando a realizzare come mai è così difficile rendersi conto da soli di avere un problema d’udito. In realtà non dovresti quantificare quanto senti, ma quanta fatica fai per capire

  • La prima categoria riguarda chi ne è consapevole 

Entriamo quindi nel vivo del discorso, iniziando con quelle persone che ho raggruppato sotto la categoria A.

Se ti ritrovi nella descrizione allora hai consapevolezza del tuo problema, sai esattamente quali sono le tue difficoltà.

Quando si è coscienti di avere un calo d’udito marcato, si potrebbe trattare di una perdita uditiva  medio-grave o profonda.

Grave, non è sinonimo di non curabile, o che non sia recuperabile con gli apparecchi acustici, ma vuol dire semplicemente che i vari suoni sono avvertiti molto meno del dovuto.

In questo caso è evidente, prima di tutto a te, che il problema deve essere gestito in qualche modo, non puoi trascurarlo.

  • Quelli che non è un problema sentire meno, sono gli altri che devono parlare meglio”!

Se invece appartieni alla categoria B, sappi che ho un bel po’ di storie da raccontarti. Come potrai immaginare questa categoria raggruppa le persone che di fatto sentono meno, ma che per giustificare questo difetto si inventano una serie di escamotage per dare la colpa a tutto fuorché al loro udito.

Ricordo una storia raccontata alcuni anni addietro da un medico otorinolaringoiatra. Riguardava un paziente molto attivo, anche se anziano.

All’epoca aveva 90 anni e sua moglie aveva una ventina di anni in meno. Si recano presso l’ambulatorio di questo medico, si accomodano davanti a lui, e viene chiesto loro il motivo della visita. Prende subito la parola il diretto interessato, cioè il marito:

“Vede, dottore, da qualche anno mia moglie parla sempre peggio, biascica le parole, usa un tono troppo basso che mi risulta sempre più difficile da capire e ho paura che abbia dei problemi alle corde vocali”.

Il medico, sorridendo, visita con cura la signora basita. Poi sposta di nuovo lo sguardo sul marito di lei. “Bene, sua moglie non ha alcun problema, ora si accomodi lei su questa poltrona”. Il signore stupito e quasi sdegnato, risponde “Perché dice a me di sedermi lì? È mia moglie che parla piano, le controlli meglio la gola!” . Il medico ci mise una buona dose di personale pazienza per spiegare al signore novantenne che gli esami evidenziavano un problema al suo apparato uditivo e non a quello fonatorio della moglie.

Ritieni che queste storie, anche estreme per certi versi, ti ricordino un poil tuo atteggiamento?

Tranquillo, non voglio farti cambiare idea o convincerti di nulla.

Per esperienza e per scelta ho deciso di rispettare i tempi di ognuno e forse…se ti trovi in questa situazione non sei ancora pronto per affrontare il problema.

Se ti sforzi, magari lasciandoti convincere da altri, i risultati potrebbero essere addirittura catastrofici. Ti suggerisco solo di valutare onestamente la tua situazione, almeno con te stesso, e di non dare la colpa a chi ti circonda.

  • È già un problema sentire meno? “Si, no, non so”

Succede spesso che le persone siano indecise sulla loro situazione.

Passiamo ora alla terza categoria C, che a dirla con franchezza mi aspetto essere quella in cui ti potresti ritrovare.

Come avrai capito, per decidere (e con questo non voglio escludere una visita medica) se nel tuo caso il calo di udito può essere un problema, dobbiamo riuscire a misurare non quanto senti, perché sono convinto che qualcosa percepisci, ma quanta fatica fai a capire.

Ci sono situazioni ricorrenti in chi ha problemi d’udito

Ho riscontrato infatti nella mia esperienza professionale che vi sono delle situazioni comuni in molte persone.

Ad esempio, pensando al tempo libero, ho visto diversi casi di “orecchie maltrattate” a causa dell’utilizzo di cuffie, oppure in chi frequenta spesso concerti, in chi pratica l’apnea e altri sport acquatici, o in chi ha lanciato petardi e fuochi d’artificio troppo da vicino, oltre a mille altre situazioni.

Anche alcuni hobby come la caccia, il tiro al piattello o suonare la batteria implicano per forza l’avere a che fare con un certo tipo di rumori che non fanno bene all’udito, soprattutto dopo anni e anni di pratica anche se solo per poche ore al giorno.

L’ambiente di lavoro, inoltre, incide notevolmente: oltre ai classici mestieri che ruotano attorno a motori, torni e turbine, trapani e macchinari rumorosi, anche in un normalissimo e tranquillo ufficio si possono verificare piccoli traumi acustici.

Ad esempio mi è capitato di aver a che fare con l’intero staff di un piccolo ufficio di un ente pubblico, dove c’era un vecchio condizionatore molto rumoroso. Il brusio incessante subito per un lungo periodo ha creato a tutti i componenti di quella struttura un affaticamento uditivo.

Ma non sono solo gli ambienti rumorosi a rovinare ludito

Infatti, in altri casi, l’ipoacusia è legata a particolari patologie che non dipendono affatto né dal lavoro svolto, né tantomeno dall’età.

Alcune malattie e condizioni, tra cui il diabete, problemi cervicali, artrosi, cardiopatie, problemi alla tiroide e colesterolo, sono spesso collegate (direttamente o indirettamente) a un deficit d’udito.

Se anche tu hai avuto trascorsi simili a quelli che ti ho appena elencato ti consiglio di considerarli come campanelli d’allarme.

A presto, dott. Francesco Pontoni

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