Consigli sull’udito

Inquinamento acustico dovunque. Come difendersi?

inquinamento acustico
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Clacson, sirene e altri suoni del traffico cittadino, il rumore della metropolitana, un film al cinema, una serata al ristorante o in un locale notturno, per non parlare del lavoro in fabbrica o nei campi: la combinazione di rumori nocivi a cui siamo esposti ogni giorno nella nostra vita quotidiana è enorme. Negli ultimi anni, i livelli di inquinamento acustico, infatti, si sono notevolmente alzati rispetto al passato e anche l’esponenziale diffusione dei dispositivi mobili (mp3 o smartphone) non ha fatto che aumentare ancor di più il rischio per l’udito. Sono oltre il 30% in più, ad esempio, gli adolescenti a rischio di perdita uditiva a causa degli auricolari, dei concerti o delle feste ad alto volume. Sebbene l’età sia ancora la più incidente causa di ipoacusia (destinata a crescere ancora di più di pari passo con l’innalzamento dell’età media), anche la perdita uditiva dovuta a invecchiamento potrebbe essere limitata o rallentata, se nel corso della vita si riuscisse a limitare l’inquinamento acustico a cui si è esposti.

Le Organizzazioni sanitarie concordano sul fatto che le nostre orecchie non dovrebbero essere sottoposte ad alcun suono al di sopra della soglia distruttiva degli 85 decibel – all’incirca il volume del suono di un frullatore. Qualsiasi rumore più elevato può causare una perdita uditiva per trauma acustico cronico o acuto. È importante sapere che il livello di decibel non è una misura lineare. Il suono a 80dB è più che doppio del volume di 70dB, mentre quello di 90dB è 10 volte più forte. Tuttavia siamo regolarmente bombardati da suoni che superano abbondantemente questa soglia: motocicli (95dB), spettacoli rock (115dB), giocattoli per bambini (fino a 150dB). I film, in particolare se visti al cinema, sono sempre più assordanti (i film d’azione si attestano intorno a una media di 105dB).

Altro fattore non secondario è che la perdita uditiva è un processo irreversibile: sebbene siano in corso numerose ricerche atte a rigenerare le cellule ciliate, ancora non si conosce un metodo per recuperare completamente l’efficienza uditiva.

Il problema fondamentale, dunque, è che, a dispetto della sua grande incidenza, l’inquinamento acustico è ancora molto sottovalutato dalla società; questo accade principalmente perché l’abbassamento dell’udito è un processo lento, graduale e privo di sintomi tangibili e nella maggior parte dei casi si tende a ignorarne i primi segnali e a riconoscerlo solo quando il danno è già consistente.

Raramente ci soffermiamo a pensare a quanto e in che modo dovremmo esporci al rumore e a quali conseguenze questo può avere sulla nostra salute. Talvolta esso sfugge al nostro controllo, perché proviene da fonti che non possiamo controllare (anche se spesso potremmo scegliere di allontanarci), ma ci sono tantissime altre situazioni in cui ci esponiamo al rischio, che dipendono direttamente da nostri comportamenti o dalle cattive abitudini. Provare a rinunciarci è un primo fondamentale passo per prevenire l’insorgenza di una perdita uditiva.

Quali sono le occasioni della nostra vita quotidiana in cui possiamo limitare i danni all’udito causati da inquinamento acustico?

 

Inquinamento acustico a casa

L’attività domestica è causa di una considerevole quantità di rumore che spesso ignoriamo: l’uso inappropriato di alcuni elettrodomestici, ad esempio, come lo stereo o la TV ad alto volume, la lavatrice, il trapano o il tagliaerba, incide in modo rilevante sull’udito. Tralasciando il fastidio che possiamo arrecare ai nostri vicini o a chi vive con noi, la produzione di livelli eccessivi di rumore danneggia il nostro e il loro udito. Se soffriamo in prima persona di una perdita uditiva ma ci rifiutiamo di trattarla, ad esempio, dobbiamo essere consapevoli che alzare il volume della TV al massimo per riuscire a sentirla può disturbare gli altri o addirittura provocare anche a questi ultimi un calo uditivo. Se viviamo in una zona molto trafficata, inoltre, e dunque riceviamo anche all’interno della nostra abitazione il rumore proveniente dalla strada, una soluzione di buon senso può essere quella di ricorrere a un fonoisolamento dell’appartamento.

Inquinamento acustico in viaggio

La nostra vita frenetica ci impone di spostarci continuamente per esigenze di lavoro o di svago, con mezzi pubblici o privati a seconda delle esigenze e della destinazione. Il traffico cittadino è riconosciuto come la principale causa di rumore nei paesi avanzati. Anche per questo l’Unione Europea ha stabilito dei valori limite per le emissioni sonore dei veicoli e, infatti, le automobili di recente produzione presentano indici di rumorosità di molto inferiori rispetto alle vetture del passato. Tuttavia, è anche nostro compito agire affinché i danni possano essere limitati: se trascorriamo molte ore della giornata in auto, ad esempio, sarebbe preferibile lasciare chiusi i finestrini per quanto possibile, in modo da attutire il rumore proveniente dal traffico esterno; se si lavora su ambulanze o altri veicoli dotati di sirena, accenderla solo quando necessario è, oltre che un obbligo, una possibilità di salvaguardare la propria salute e quella degli altri. Il pericolo, inoltre, non può dirsi scampato nemmeno quando si preferiscono i mezzi pubblici: si è già detto quale intensità può raggiungere il suono in metropolitana e a quanto pare anche il treno non è da meno. Anche se treni e motrici di ultima generazione risultano molto più silenziosi, il problema della rumorosità resta, specie in prossimità dei centri abitati: l’attuale normativa prevede che i binari, laddove possibile, seguano percorsi il più possibile lontani dalle zone residenziali e che quando, invece, si trovano in prossimità di abitazioni siano attrezzati con barriere fonoisolanti. I passeggeri, però, soprattutto i pendolari che viaggiano in treno più volte a settimana, sono esposti al rumore del veicolo per lungo tempo: la soluzione più idonea è certamente quella di utilizzare degli appositi otoprotettori che aiutino a ridurre la percezione del rumore nocivo.

Inquinamento acustico a lavoro

La perdita uditiva sul lavoro è un tema molto discusso (vedi qui): esistono diverse professioni, dall’industria all’agricoltura, dalla carriera militare all’intrattenimento musicale, che mettono seriamente a repentaglio l’efficienza uditiva di chi le esercita. La normativa attuale è divenuta più rigida da questo punto di vista, specialmente rispetto agli obblighi del datore di lavoro nei confronti dei propri dipendenti (la perdita uditiva viene riconosciuta a tutti gli effetti come malattia professionale), ma la raccomandazione generica da fare a chi svolge un’attività regolarmente esposta al rumore è quella di ricorrere all’utilizzo di protezioni adeguate, scelte su misura, in funzione della specifica attività lavorativa e dell’ambiente circostante.

Oltre a quelli sopraelencati, infine, esistono altri luoghi nei quali possiamo entrare in contatto con rumore nocivo: ristoranti affollati, con impianti di filodiffusione a volume elevato, locali di intrattenimento musicale, concerti, discoteche, stadi sono solo alcuni dei posti che frequentiamo abitualmente per il nostro svago e che, talvolta, ci espongono a un serio rischio di perdita uditiva. In tutti questi casi, vale il nostro buon senso: esistono diverse app per smartphone, ad esempio, che ci consentono di misurare l’effettiva intensità del suono circostante, per poter scegliere una posizione più congeniale o addirittura un altro posto che sia meno rischioso per il nostro benessere.

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