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Misofonia: un problema reale ma poco conosciuto

Misofonia
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Il prof. Gianfranco Cupido, otorinolaringoiatra e docente presso l’Università degli studi di Palermo, ci illustra alcuni dettagli della misofonia: una patologia poco conosciuta, ma la cui incidenza registra un aumento costante nel contesto ambulatoriale.

Il termine misofonia fu creato per la prima volta da Pawel Jastreboff nel 2003. Si tratta di un disturbo poco conosciuto, poco compreso e fino a qualche mese fa poco studiato, caratterizzato da una estrema avversione per un suono specifico non necessariamente intenso (come la masticazione prodotta da altre persone, il ticchettio dell’orologio, il russare di chi ci sta accanto, la pioggia, la goccia d’acqua che esce dal rubinetto). L’emissione è così forte da impedire, ad esempio, al soggetto affetto da misofonia di mangiare insieme ad altri.

A differenza della iperacusia, che invece provoca una ridotta tolleranza a tutti i suoni, la sofferenza è selettiva e isolata soltanto ad alcuni. I suoni coinvolti possono causare l’alterazione del sistema nervoso autonomo in vari modi provocando eccessiva salivazione.

La misofonia è una malattia che solo recentemente è stata oggetto di ricerca con la finalità di identificare un valido trattamento terapeutico. Si è messo in evidenza che l’intolleranza a determinati rumori provoca un aumento del battito cardiaco, della sudorazione e la presenza di un “sovraccarico” nella zona del cervello che elabora le emozioni: la corteccia insulare anteriore.

Recentemente si verificano molti casi di pazienti “misofoni”, che però in prima istanza non sanno di esserlo. Ciò a riprova degli studi attuali che confermano l’esistenza di una reale patologia, per molto tempo considerata una “sensazione fantasma”. L’unico trattamento terapeutico affrontato oggi suggerisce un approccio analogo a quello utilizzato per l’acufene, cioè la T.R.T. (Tinnitus Retraining Therapy), un metodo che segue un protocollo internazionale di valutazione diagnosi, terapia e follow up, molto diffuso nei paesi occidentali.

Questo metodo associa l’utilizzo di un generatore di rumore a una terapia riabilitativa e richiede la collaborazione di un otorinolaringoiatra e di un audioprotesista. Infine, al termine del trattamento, il paziente non avvertirà più quei suoni considerati estremamente debilitanti ed avrà inoltre imparato a controllare le componenti emozionali ad esso associate (tramite un efficace counseling), tanto da ridurre l’impatto emotivo complessivo.

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Gianfranco Cupido

Gianfranco Cupido

Docente universitario di Otorinolaringoiatria
Gianfranco Cupido, nato a Palermo il 04/03/1947, laureato in Medicina e Chirurgia nel 1971, con specializzazione conseguita nel 1974 in “Otorinolaringoiatria e patologia Cervico-Facciale”. Nel 1978 ha conseguito l’idoneità nazionale ad Aiuto di Otorinolaringoiatria e dal 1980 al 1992 è stato un rinomato Ricercatore Universitario. In seguito è stato nominato Professore Associato in Foniatria nel 1980 e attualmente ricopre questo ruolo presso l’Università di Palermo. Ha diverse docenze nelle scuole di specializzazione in Otorinolaringoiatria, Oncologia medica, Chirurgia toracica, Medicina interna, Chirurgia di urgenza e inoltre è docente dei corsi di Laurea in Fisioterapia e Logopedia. Il prof. Gianfranco Cupido è autore di 130 pubblicazioni scientifiche su riviste nazionali e internazionali ed è Presidente del corso di Laurea in Logopedia presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli studi di Palermo. Partecipa a congressi nazionali e internazionali di interesse otorinolaringoiatrico.