AudioprotesistiGli specialisti

Apparecchi acustici: l’udito binaurale. Ecco perché portarne 2

udito binaurale
918views

Capita spesso che quando si informa una persona affetta da ipoacusia della opportunità di applicare due apparecchi acustici, il primo pensiero che viene riferito è che questo comporta “un doppio impegno” o una doppia spesa. Risulta pertanto necessario argomentare e spiegare alcune caratteristiche fisiologiche in modo sintetico, semplice ed intuitivo così da poter decidere correttamente cosa fare.

I principali motivi per capire l’importanza di avere un aiuto acustico in entrambi gli orecchi, può passare attraverso il concetto che non bisogna pensare a due apparecchi acustici, ma ad una applicazione acustica.
E’ infatti importante che si consideri il nostro sistema uditivo come “una cosa sola”, che si compone partendo da 2 orecchi per arrivare alla corteccia uditiva che è una parte della corteccia cerebrale.
L’udito binaurale significa quindi che sentiamo attraverso due canali periferici che si fondono in una unica percezione sensoriale uditiva nell’organo centrale : il cervello.

In caso di ipoacusia bilaterale, nella maggior parte dei casi, è vantaggioso poter aiutare entrambi gli orecchi con apparecchi acustici che eroghino una amplificazione acustica corretta e tarata in intensità e frequenza in base alla soglia audiometrica rilevata e alle reazioni del soggetto. Questo perché si può avere una sensibilità soggettiva diversa tra persone con ipoacusia accertata simile.

Poter udire in modo binaurale avvantaggia sicuramente per quanto riguarda:

  1. capacità di riconoscere da che parte provengono suoni, rumori o delle voci
  2. capire meglio le parole di conversazione in presenza di rumori ambientali
  3. necessità di minor volume per ottenere la stessa percezione di intensità monolaterale

E’ anche importante ricordare, in caso di applicazione di un solo apparecchio, la possibile deprivazione sensoriale dovuta alla mancata stimolazione dell’orecchio a cui non viene applicato l’apparecchio. Questo problema può anche comportare la impossibilità di poter utilizzare l’apparecchio acustico in tempi successivi.

E’ quindi raccomandabile affrontare la correzione della ipoacusia affidandosi a medici competenti, che eseguano una diagnosi precisa, e a tecnici audioprotesisti professionali che devono presentare un percorso di applicazione protesica. Questo deve prevedere accertamenti tecnici, per valutare al meglio le prestazioni acustiche, e, non meno importante, “l’accompagnamento” nel tempo del paziente con informazioni e consigli personalizzati per cercare la miglior soddisfazione generale.

Lascia una risposta

Daniele Benincasa

Daniele Benincasa

Dottore in Tecniche Audioprotesiche
Daniele Benincasa, nato il 28/07/1968, si è laureato nel 2005 in Tecniche audioprotesiche presso l'Università di Padova. Dal 1994 al 1997 è membro del Consiglio Direttivo della Associazione Nazionale Audioprotesisti Professionali (A.n.a.p.). Dal 2001 è relatore a diversi convegni medici validi per la formazione continua in medicina tenutisi a Bologna, Modena, Reggio Emilia, Piacenza, Ferrara, Padova, Venezia e in Tunisia. Dal 2007 al 2009 è dirigente della Società Audionova Italia Srl. Dal 2009 è proprietario e amministratore unico delle società Audiomedical 2 Srl e Ti Ascolto Srl. Dal 2009 al 2013 è stato professore presso l'Università di Padova al Corso di Laurea Triennale di Tecniche Audioprotesiche della Facoltà di Medicina con un corso sulla "Strutturazione e Gestione della attività Audioprotesica"