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Rumore e sordità

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Il rumore è un’immissione sonora sgradevole e molesta che può determinare un danno irreversibile all’apparato uditivo.
Noi viviamo sempre in un’ atmosfera più o meno rumorosa, sia di giorno che durante il sonno.
Normalmente i rumori che vengono percepiti vanno dai 20- 30 db (ambiente molto silenzioso) ai 50- 60 db (interno di appartamento su strada con finestre chiuse o aperte). Quando l’intensità del rumore arriva a 70 db iniziano i disturbi del sonno e delle conversazione (incrocio con circolazione animata, aspirapolvere, ecc.)
Al di sopra degli 80 db inizia un rischio per l’udito specie dopo prolungata (sei – otto ore) esposizione giornaliera al rumore (camion, autobus, accelerazione, motociclette, tessitura) .
A 100 db di intensità il rumore diventa insopportabile (martello pneumatico), intorno ai 120-130 db il rumore provoca dolore (aereo a reazione maglio ).
Esiste una patologia auricolare da rumore (sordità, acufeni) e una patologia extra auricolare (effetti extra uditivi da rumore : ipertensione, cardiopatia, aterosclerosi, disturbi comportamentali , deficit, dell’attenzione etc. ). Il trauma acustico può essere acuto o cronico.
Quello acuto è il più delle volte monolaterale, causato da un rumore improvviso molto breve e intenso, legato all’onda sonora che agisce sull’organo del CORTI (cacciatore, artigliere, telefoniste) aggravata talvolta dall’onda area provocata da uno scoppio ( mina o bomba).
Il trauma uditivo legato a trauma acustico cronico è il più frequente e il più delle volte bilaterale ed è causato da un’esposizione prolungata a livelli sonori elevati.
La sordità da rumore è una patologia evidenziata fin dai secoli passati, anche gli antichi egizi avevano notato un incremento delle sordità negli abitanti dei territori vicino alle cascate del Nilo e per tale motivo avevano abbandonato tali insediamenti.
Sicuramente l’avvento della tecnologia con conseguente incremento dei rumori ambientali legati ai macchinari in uso, senza una cultura della protezione dei rumori , ha aggravato la patologia uditiva ed extra uditiva.
L’esposizione al rumore ha un effetto cumulativo.
Il danno uditivo da rumore è proporzionale all’energia sonora complessiva che colpisce l’apparato uditivo e che dipende dal livello sonoro e dal tempo di esposizione oltre che dalla diversa suscettibilità individuale.
L’organo colpito dall’energia sonora è la coclea.
L’ipoacusia è quindi di tipo neurosensoriale.
Gli effetti del rumore sulla coclea possono essere (a secondo dell’intensità e durata ) transitori o permanenti.
Se l’espansione al rumore è contenuta entro certi limiti di tempo e d’ intensità è possibile avere un completo recupero della fatica uditiva.
Se questi limiti vengono però superati, l’alterazione dell’udito diviene permanente instaurandosi così un’ipoacusia neurosensoriale da traumatismo sonoro ( sordità da rumore ) .
Le strutture cocleali all’inizio subiscono alterazioni modeste e reversibili, quindi con l’esposizione al rumore prodotta per anni divengono più gravi e irreversibili.
Inizialmente sono interessate le cellule cilliate esterne dell’epitelio neurosensoriale dell’organo di Corti (giro basale della chiocciola) deputato alla ricezione delle frequenze acute ( 4000 hz ).
Nei successivi periodi, per ulteriori stimoli acustici particolarmente intensi, la zona colpita diventa più estesa e si possono alterare anche le cellule ciliate interne.
La sintomatologia delle sordità di rumore all’inizio è modesta, con presenze di acufeni, sensazioni di orecchie piene, cefalea, senso di fatica, che si attenua progressivamente .
Il soggetto non si accorge dell’iniziale deterioramento dell’udito, che inizia sui 4000hz, successivamente il deficit comincia a interessare anche per le frequenze 3000 e a 2000 hz.
Si comincia ad avere difficoltà a percepire alcuni suoni particolari (ticchettio dell’orologio, suono del campanello) .
La difficoltà a comprendere le parole compare più avanti, compromettendo la normale vita di relazione.
Appare quindi importante proseguire con impegno attuale alle riduzione e limitazione dei rumori negli ambienti di lavoro ( isolamento acustico , protettori auricolari a cuffia) quelli extralavorativi) .
E’ necessario inoltre eseguire periodicamente controlli audiometrici per monitorizzare la capacità uditiva e prevenire ulteriori danni.

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Gianfranco Cupido

Gianfranco Cupido

Docente universitario di Otorinolaringoiatria
Gianfranco Cupido, nato a Palermo il 04/03/1947, laureato in Medicina e Chirurgia nel 1971, con specializzazione conseguita nel 1974 in “Otorinolaringoiatria e patologia Cervico-Facciale”. Nel 1978 ha conseguito l’idoneità nazionale ad Aiuto di Otorinolaringoiatria e dal 1980 al 1992 è stato un rinomato Ricercatore Universitario. In seguito è stato nominato Professore Associato in Foniatria nel 1980 e attualmente ricopre questo ruolo presso l’Università di Palermo. Ha diverse docenze nelle scuole di specializzazione in Otorinolaringoiatria, Oncologia medica, Chirurgia toracica, Medicina interna, Chirurgia di urgenza e inoltre è docente dei corsi di Laurea in Fisioterapia e Logopedia. Il prof. Gianfranco Cupido è autore di 130 pubblicazioni scientifiche su riviste nazionali e internazionali ed è Presidente del corso di Laurea in Logopedia presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli studi di Palermo. Partecipa a congressi nazionali e internazionali di interesse otorinolaringoiatrico.