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Inquinamento acustico: cause, conseguenze e rimedi

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Clacson, sirene e altri suoni del traffico cittadino, il rumore della metropolitana, un film al cinema, una serata al ristorante o in un locale notturno, per non parlare del lavoro in fabbrica o nei campi: la combinazione di rumori nocivi a cui siamo esposti ogni giorno nella nostra vita quotidiana è enorme. Negli ultimi anni, infatti, i livelli di inquinamento acustico si sono notevolmente alzati rispetto al passato.

Sebbene l’età sia ancora la più incidente causa di ipoacusia e sia nella maggior parte dei casi inevitabile, è pur vero che potrebbe essere limitata o rallentata se nel corso della vita si riuscisse a limitare l’inquinamento acustico a cui si è esposti. In questo articolo vi illustreremo quali sono le principali cause e conseguenze dell’inquinamento acustico, nonché i rimedi e le abitudini da adottare per ridurne gli effetti.

Inquinamento acustico: cosa sono i decibel

Le Organizzazioni sanitarie concordano sul fatto che le nostre orecchie non dovrebbero essere sottoposte ad alcun suono al di sopra della soglia distruttiva degli 85 decibel. Qualsiasi rumore più elevato può causare una perdita uditiva per trauma acustico cronico o acuto. Ma cosa sono i decibel?

Il decibel è l’unità di misura del livello dell’intensità energetica dei suoni. Quello che è importante sapere è che non si tratta di una misura lineare, bensì logaritmica. Ciò significa che il suono a 80dB è più che doppio rispetto ad uno di 70dB, mentre quello di 90dB è 10 volte più forte.

Nonostante le raccomandazioni di rimanere al di sotto degli 85dB, siamo regolarmente bombardati da suoni che superano abbondantemente questa soglia: motocicli (95dB), spettacoli rock (115dB), giocattoli per bambini (fino a 150dB). I film, in particolare se visti al cinema, sono sempre più assordanti (i film d’azione si attestano intorno a una media di 105dB).

Danni all’udito: conseguenze irreversibili

Il problema fondamentale, dunque, è che, a dispetto della sua grande incidenza, l’inquinamento acustico è ancora molto sottovalutato dalla società. Questo accade principalmente perché l’abbassamento dell’udito è un processo lento, graduale e privo di sintomi tangibili, e nella maggior parte dei casi si tende a ignorarne i primi segnali e a riconoscerlo solo quando il danno è già consistente.

Raramente ci soffermiamo a pensare a quanto e in che modo dovremmo esporci al rumore e a quali conseguenze questo può avere sulla nostra salute. Talvolta esso sfugge al nostro controllo, perché proviene da fonti che non possiamo controllare (anche se spesso potremmo scegliere di allontanarci). Tuttavia, ci sono tantissime altre situazioni in cui ci esponiamo al rischio, che dipendono direttamente da nostri comportamenti o dalle cattive abitudini. Provare a rinunciarci è un primo fondamentale passo per prevenire una perdita uditiva.

Inquinamento acustico a casa

L’attività domestica è causa di una considerevole quantità di rumore che spesso ignoriamo. L’uso inappropriato di alcuni elettrodomestici, come lo stereo o la TV ad alto volume, la lavatrice, il trapano o il tagliaerba, incide in modo rilevante sull’udito. Anche in casa però si possono adottare alcuni comportamenti corretti per evitare danni da inquinamento sonoro.

Quando vi dedicate alla cura del vostro giardino, ad esempio, è consigliabile indossare dei tappi per le orecchie. Lo stessi dicasi quando si utilizzano strumenti per il bricolage e il fai da te. Se ne avete la possibilità, collocate la lavatrice in un locale apposito, dove il rumore e le vibrazioni non possano darvi fastidio. Occhio anche al phon. Vi consigliamo di non utilizzarlo mai troppo vicino alle orecchie.

Come fare invece con i rumori che provengono dall’esterno dell’abitazione? È una domanda che chi vive una zona molto trafficata si pone spesso. In questo caso, una buona soluzione dcontro questo tipo di inquinamento acustico può essere quella di ricorrere a un fonoisolamento dell’appartamento.

Inquinamento acustico in strada

La nostra vita frenetica ci impone di spostarci continuamente per esigenze di lavoro o di svago, con mezzi pubblici o privati a seconda delle esigenze e della destinazione. Il traffico cittadino è riconosciuto come la principale causa di inquinamento sonoro nei paesi avanzati. Anche per questo l’Unione Europea ha stabilito dei valori limite per le emissioni sonore dei veicoli. Le automobili di recente produzione infatti presentano indici di rumorosità molto inferiori rispetto alle vetture del passato. Tuttavia, è anche nostro compito agire affinché i danni possano essere limitati. Se trascorriamo molte ore della giornata in auto, ad esempio, sarebbe preferibile lasciare chiusi i finestrini per quanto possibile, in modo da attutire il rumore proveniente dal traffico esterno. Se si lavora su ambulanze o altri veicoli dotati di sirena, accenderla solo quando necessario è, oltre che un obbligo, una possibilità di salvaguardare la propria salute uditiva e quella degli altri.

Il pericolo, inoltre, non può dirsi scampato nemmeno quando si preferiscono i mezzi pubblici. Abbiamo già parlato di quale intensità possa raggiungere il suono in metropolitana e a quanto pare anche il treno non è da meno. Fortunatamente, l’attuale normativa in materia di inquinamento acustico prevede che i binari seguano percorsi il più possibile lontani dalle zone residenziali. Quando invece, per questioni morfologiche del territorio o della linea ferroviaria, si trovano in prossimità di abitazioni, è d’obbligo che siano attrezzati con barriere fonoisolanti. I passeggeri tuttavia sono esposti al rumore del veicolo per lungo tempo. La soluzione più idonea è quella di utilizzare degli appositi otoprotettori che aiutino a ridurre la percezione del rumore nocivo.

Inquinamento acustico a lavoro

La perdita uditiva sul lavoro è un tema molto discusso. Come abbiamo già espresso in un precedente articolo, esistono diverse professioni che mettono seriamente a rischio l’efficienza uditiva di chi le esercita. L’inquinamento sono sul luogo di lavoro è riguarda tutti settori, dall’industria all’agricoltura, dalla carriera militare all’intrattenimento musicale. La normativa attuale è divenuta più rigida da questo punto di vista, specialmente rispetto agli obblighi del datore di lavoro nei confronti dei propri dipendenti, ma la raccomandazione generica da fare a chi svolge un’attività regolarmente esposta al rumore è quella di ricorrere all’utilizzo di protezioni adeguate, scelte su misura, in funzione della specifica attività lavorativa e dell’ambiente circostante.

Oltre a quelli sopraelencati, infine, esistono altri luoghi nei quali possiamo entrare in contatto con rumore nocivo. Ristoranti affollati, concerti, discoteche e stadi sono solo alcuni dei posti che frequentiamo abitualmente per il nostro svago e che, talvolta, ci espongono a un serio rischio di perdita uditiva. In tutti questi casi, vale il nostro buon senso. Evitare postazioni accanto agli amplificatori, ridurre le ore passate in discoteca, utilizzare gli otoprotettori quando si va allo stadio sono ottime precauzioni contro l’inquinamento acustico.

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