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Bambino ipoacusico: difficoltà e strategie scolastiche

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La scuola italiana si fonda essenzialmente su un rapporto insegnanti-studenti di tipo frontale, che privilegia da sempre il canale acustico/verbale per la comunicazione: questo penalizza il bambino ipoacusico, compromettendo o rendendo difficile il percorso di comprensione e di apprendimento.
Inoltre, il rischio di scarsa integrazione scolastica per il bambino ipoacusico non è affatto marginale, e può influenzare negativamente la sua sfera di relazioni e di crescita nei rapporti interpersonali.

Quali strategie adottare, quindi, per supportare il bambino ipoacusico ?

Risulta fondamentale, innanzitutto, analizzare il tipo di deficit del bambino ipoacusico, che può variare da una lieve perdita di udito fino a casi ben più gravi di sordità profonda.
Sulla base delle specifiche esigenze, è utile provvedere alla progettazione di un piano educativo individuale che garantisca al bambino normali tempi e processi di apprendimento.

Quali strumenti utilizzare?

Fortunatamente, negli ultimi decenni, la tecnologia è diventata un ausilio fondamentale per l’insegnamento e ha contribuito a rendere le lezioni più dinamiche, interattive e multidisciplinari. Ovviamente, all’interno di un progetto educativo per il bambino ipoacusico, è di fondamentale importanza il supporto tecnologico.
Ad esempio, l’avvento della LIM (Lavagna Interattiva Multimediale) ha finalmente scalzato il predominio del canale verbale come unico strumento di comunicazione didattica, contribuendo a privilegiare percorsi di insegnamento arricchiti da contenuti visivi. Proprio questi ultimi rappresentano un eccezionale supporto all’apprendimento del bambino ipoacusico: programmi di videoscrittura, ad esempio, facilitano enormemente la comunicazione insegnante-studente; ma anche video-ingrandimenti del labiale del docente, l’ausilio di immagini per accompagnare il linguaggio verbale o scritto, collegamenti ipertestuali e mappe concettuali che semplifichino l’apprendimento.

A tutto questo, infine, si aggiunge la disponibilità di apparecchi acustici sempre più personalizzabili, che rendono ottimale l’esperienza di ascolto in classe, in ambienti affollati e confusi; questi apparecchi, spesso integrati con la tecnologia wireless,  possono rappresentare la miglior soluzione per l’apprendimento scolastico dei bambini con deficit uditivi.

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