Curiosità sull’uditoProblemi di udito

Gli ignorati danni all’udito nel tempo libero

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È un dato di fatto che le esposizioni prolungate ai rumori forti con il tempo possano causare dei danni all’udito, gravi o meno. Solitamente, se si pensa a un rumore assordante e fastidioso, si rievoca quasi sempre l’immagine del martello pneumatico in azione mentre sgretola strati su strati di asfalto. Restano insospettabili ma nocive fonti di suono per l’orecchio altre abitudini o comportamenti che normalmente accompagnano i momenti di relax del tempo libero. Si continuano così a portare avanti delle pratiche che, a dispetto di quel che si crede, mettono in pericolo e seriamente la salute dell’udito, accrescendo così la possibilità di sviluppare problemi come l’ipoacusia o l’acufene.

Senza rinunciare ai momenti di svago, quali sono le abitudini a cui prestare attenzione per non incorrere in danni all’udito?

Musica ad alto volume: che la si ascolti con cuffie o auricolari o durante i concerti o mentre si sorseggiano drink durante gli aperitivi con gli amici e in discoteca, è bene prestare attenzione al volume della musica, non dovrebbe essere eccessivamente alto. Che fare? Regolare in modo giusto il volume dei dispositivi di riproduzione della musica oppure allontanarsi dalle casse in discoteca o in altri luoghi di intrattenimento, caso mai concedendo delle “pause” alle orecchie uscendo qualche minuto dal locale, bastano 5 minuti, o comunque non frequentandoli con eccessiva assiduità. Nel caso di live show, è preferibile indossare dei tappi per le orecchie per cercare di prevenire i danni che un’esposizione prolungata a decibel troppo elevati potrebbe causare. Il consiglio è comunque di concedere riposo all’udito dopo serate a tutto volume;

Moto e motori: il motore delle motociclette, delle motoslitte, dei motorini e degli scooter può arrivare fino ai 95 dB- il limite massimo è stabilito intorno ai 90 decibel per evitare danni immediati all’udito, mentre la media ponderata dell’esposizione massima è fissata intorno ai 55 dB. È consigliabile guidare questi mezzi di trasporto indossando delle protezioni acustiche e non dimenticare mai di indossare il casco: una commozione cerebrale può interferire con la capacità di udire;

Caccia: il rumore degli spari espone l’udito di chi pratica la caccia a dei rischi elevatissimi, basti pensare che il rumore di uno sparo può variare dai 140 ai 190 dB. Uno studio effettuato dall’Università del Wisconsin rileva che il rischio di incorrere in problemi di ipoacusia anche grave cresce del 7% ogni 5 anni di pratica della caccia. Il problema in questo caso è che i tappi per le orecchie o i paraorecchie possono coprire anche i fruscii e i rumori importanti per i cacciatori, inoltre entrambe le precauzioni risultano, in verità, blande contro i rumori degli spari. In questi casi, si consiglia l’uso delle protezioni elettroniche per l’orecchio, tramite il processo dell’interferenza distruttiva non permettono alle onde sonore dannose di raggiungere il timpano. Sono delle cuffie altamente tecnologiche ma efficacissime, permettono di sentire distintamente ogni rumore che non superi gli 85 dB, oltre tale soglia il suono viene “bloccato”.

Rinunciare ai piaceri offerti dal tempo libero non è sicuramente la scelta più saggia da fare, ma cercare di adottare dei comportamenti che siano più attenti a prevenire dei possibili danni all’udito è la strada da seguire per poter godere dei suoni della natura e della musica il più a lungo possibile.

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