Problemi di udito

Problemi di udito: barriere nell’istruzione scolastica

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Payton Bogert è una studentessa di Oviedo in Florida, con problemi di udito, frequenta la scuola superiore e a breve dovrà sostenere l’esame di maturità. L’esame chiederà agli studenti di indossare le cuffie e di ascoltare un brano prima di rispondere a delle domande. Il test include un video dove ci sarà un persona che traduce con i segni, però questo non aiuterà Payton, perché sta ancora imparando il linguaggio dei segni.
Avrà infatti bisogno dei sottotitoli, però si tratta di un qualcosa che il Dipartimento di Stato della Pubblica Istruzione non fornirà, almeno non quest’anno. Quindi la madre di Pyton, Virginia Bogert ha parlato con il commissario d’Istruzione, Pam Stewart, premendo per un cambiamento in vista del test previsto per la metà di Aprile e di sostenere e di proteggere gli studenti con disabilità, però secondo alcuni non aveva senso per coloro che avessero problemi di udito, come ad esempio sua figlia.
Un paio di settimane fa è stato inserito una nuova opzione per gli studenti, come Payton, si tratta di un’insegnante in grado di leggere e rileggere tutte le volte che aveva bisogno, per comprendere e per una maggiore flessibilità nell’istruzione. Questo nuovo piano però è stato discusso da Bogert affermando: “di non essere ideale per sua figlia, in quanto per il suo limite di ascolto e la sua capacità di non saper sempre leggere le labbra in modo preciso”.
Payton scrive quindi una lettera ai funzionari statali, dicendo che: “potrebbe essere “umiliante” avere e chiedere in continuazione a un’insegnante la rilettura di un brano, oppure chiedere ripetutamente delle informazioni e dipendere da qualcuno, ma non di essere considerata come una persona normale alla pari dei suoi compagni, nonostante la sua disabilità”.

La situazione degli studenti con problemi di udito

Secondo i dati di iscrizione statali ci sono 4.332 studenti con problemi di udito nelle scuole pubbliche della Florida. La studentessa Payton indossa apparecchi acustici, che sono strumenti molto utili durante la sua quotidianità. Lei si basa molto sulla lettura per gestire il suo carico accademico, controlla spesso il suo libro di testo, rivedere le note degli insegnanti oppure legge e studia il materiale online a casa per assicurarsi di non aver perso quello che è stato presentato e spiegato in classe. Payton non è preoccupata che non passerà l’esame FSA, ma è arrabbiata e delusa che non può utilizzare una tecnologia efficacia e facilmente disponibile per aiutarla nella sua incapacità di sentire.
Nella sua lettera ha scritto: “Il mio successo, nonostante i miei limiti e i miei svantaggi, non nega la mia disabilità”.
La madre di Payton poi racconta che se sua figlia avrà degli insuccessi scolastici è perché non riuscirà a sentire ma anche a causa della mancanza di strumenti efficaci e utili a superare efficacemente queste barriere.
Tra l’altro il Piano Educativo Individualizzato che determina il percorso formativo degli studenti con disabilità e garantisce un intervento adeguato allo sviluppo delle sue potenzialità, per poi integrarsi all’interno della classe.

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