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Cosa ho imparato facendo il lavoro di audioprotesista

esperienze di un audioprotesista
Esperienze di un audioprotesista
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Ormai sono 15 anni che faccio questo lavoro, e lungo questo percorso mi è capitato di conoscere diverse persone che devono convivere ogni giorno con il problema di udito ed entrare in empatia con loro. In molti mi raccontano che si sono sì accorti di avere un calo di udito, ma di non aver agito subito. O in pochi veramente l’hanno fatto. Altri mi hanno raccontato di aver provato vergogna, mentre in molti (e sono rimasto io stesso stupito di questo) non se ne vergognano affatto o addirittura non si vergognano più. Ma anzi, sfoggiano il loro apparecchio con orgoglio.

È gratificante sapere di essere riuscito ad aiutare concretamente queste persone, e che gli apparecchi acustici abbiano fornito loro giornalmente il giusto supporto. Gli apparecchi acustici non sono perfetti, perché la perfezione, diciamocelo, non esiste in nessun ambito. Le sfide che la perdita di udito comporta sono continue, ed ho imparato molto dalle esperienze delle persone che seguo come audioprotesista. Le ho riassunte in 4 punti fondamentali che ho il piacere di condividere con voi.

 1. Sentiamo e capiamo con il cervello, non con le orecchie

 Mi spiego meglio: le orecchie sono come un imbuto dove suoni e vibrazioni vengono raccolti per poi essere trasmessi al cervello per essere decifrati e compresi. Per questo, in chi soffre di una perdita di udito, questa trasmissione viene compromessa. I suoni non arrivano chiari e nitidi al cervello, che non è in grado di decifrare il messaggio (cioè la parola nella conversazione). Purtroppo questo comporta un declino cognitivo, la memoria si fa sempre più sottile.

2. Non siete soli e non siete sordi!

 Capire cosa prova una persona con un problema di udito non è facile, finché non vi capita. Anche un tappo di cerume o un’infezione può farvi capire cosa vuol dire convivere con una perdita di udito, anche se lieve. Circondatevi di persone che vi supportano e che capiscono il vostro problema. E se un vostro caro ha un problema di udito, supportatelo scandendo bene le parole e parlando guardandolo direttamente (non di spalle o da un’altra stanza).

 3. Lasciatevi la vergogna alle spalle

Non siate timidi! Ricordate che si nota di più la sordità che l’apparecchio acustico. La perdita d’udito non è un problema invisibile. Non cercate di nasconderlo, ma affrontatelo. Fatevi avanti e chiedete aiuto. Capisco non sia facile abbassare le difese e mostrarsi vulnerabile con persone che magari neanche conoscete, ma adottando questa strategia rimarrete sorpresi di quante persone in verità sono pronte a darvi una mano, se gli date la possibilità di farlo. Siate anche specifici nelle vostre richieste in modo da ottenere il miglior risultato.

 4. Gli apparecchi acustici da soli non bastano

 Ormai è diventato il mio motto. Gli apparecchi acustici purtroppo non sono come gli occhiali che permettono di recuperare una visione normale. I suoni vengono amplificati dagli apparecchi, e per i modelli più recenti le ultime innovazioni tecnologiche sono riuscite ad apportare una nitidezza e chiarezza delle parole sconosciute prima. I rumori in sottofondo sono ancora un ostacolo, ma alcuni modelli e programmi riescono a sopperire a questo problema. Parliamoci chiaro: solo l’avanzare della tecnologia e la bravura dell’audioprotesista aiutano a capire le tue esigenze uditive, in modo da ottenere un risultato ottimale.

Spero che le lezioni che ho imparato durante i miei anni di questa professione possano essere di aiuto per voi o per un vostro caro che ha un problema di udito, ma che non sa ancora come affrontarlo.

 

La perdita di udito cambia la vita. Ma ricordate che siete voi direttamente responsabile di come vivere questa condizione: in modo negativo o in modo positivo. A voi la scelta!

 

 

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