Sordità

Otosclerosi: Cause, sintomi e rimedi

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L’ otosclerosi (o sclerosi dell’orecchio) è una delle patologie che segna problemi al sistema uditivo. Si tratta di una degenerazione delle strutture ossee dell’orecchio, in particolare della staffa, un piccolo osso che si trova nell’orecchio medio.

La staffa è responsabile della diffusione del suono e dell’invio d’input sonori al cervello, ma quando si irrigidisce a causa di questa patologia, non è più in grado di svolgere correttamente la sua funzione. Di conseguenza, si verifica una graduale e progressiva perdita dell’udito (ipoacusia), fino ad arrivare anche alla sordità.

Nella maggior parte dei casi, la patologia colpisce prima un orecchio e poi l’altro, ma si parla sempre di otosclerosi bilaterale. Una volta colpito un orecchio infatti, è molto raro che l’altro non subisca la stessa degenerazione. Inoltre, è opportuno ricordare le donne ne sono più soggette rispetto agli uomini: la causa, come vi illustreremo di seguito, può essere collegata a fattori genetici.

In questo articolo vi daremo tutte le informazioni utili sull’otosclerosi dell’orecchio, in particolare i sintomi, le probabili cause e le possibili cure.

Otosclerosi: sintomi e cause

I sintomi dell’otosclerosi sono la perdita progressiva dell’udito e la sordità: inoltre, è spesso accompagnata da:

  • acufeni
  • vertigini
  • problemi di equilibrio
  • movimento involontario rapido e ripetitivo degli occhi

Come mai? Perché, come abbiamo più volte ripetuto, l’orecchio medio è la sede del senso dell’equilibrio. Grazie ai liquidi presenti al suo interno, i movimenti della testa e del corpo vengono comunicati al cervello. L’otosclerosi comporta la formazione di tessuto osseo “in più” attorno alla staffa, limitandone le vibrazioni e quindi intaccando il nostro senso dell’equilibrio.

Per quanto riguarda le cause, ad oggi la comparsa di questa patologia viene collegata ad un fattore genetico e quindi ereditario. È legato prevalentemente al cromosoma X e ciò andrebbe a chiarire i motivi per il quale è stata riscontrata una maggior incidenza della patologia nelle donne. L’otosclerosi insorge durante la pubertà, peggiora con la gravidanza e soprattutto con l’allattamento, che andrebbe quindi evitato.

Altre cause dell’otosclerosi fanno riferimento a fattori ambientali, in particolar modo al virus del morbillo. È stato riscontrato che nelle cellule ossee “in più” che si creano attorno alla staffa ci sono tracce di materiale genetico appartenente al morbillo.

Diagnosi e cura

Abbiamo parlato dell’otosclerosi, dei sintomi e delle cause; vediamo insieme come si effettua la diagnosi e quali sono le cure. Per diagnosticare se effettivamente si tratta di otosclerosi, bisogna rivolgersi innanzitutto all’otorino per sottoporsi agli esami diagnostici. Tali esami sono:

  • Acumetria, con prove di voce e diapason
  • Audiometria, con la quale è possibile diagnosticare l’ipoacusia, che nei primi stadi ha carattere trasmissivo
  • Impedenzometria, che evidenzia invece un’alterazione o l’assenza del riflesso stapediale, ovvero il riflesso che, in caso di suono troppo intenso, blocca la catena ossiculare presente nell’orecchio medio. Questo test per l’otosclerosi permette una diagnosi precocissima.

Una volta diagnosticato che si è in presenza di otosclerosi, possiamo praticare due tipologie di interventi.

La prima tipologia è quella di rallentare la perdita dell’udito. In tal senso si utilizzerà una protesi acustica esterna che consentirà di recuperare la capacità uditiva.

La seconda tipologia è il ricorso all’intervento chirurgico. Il più diffuso è la stapedectomia, ossia la sostituzione della staffa dell’orecchio con una protesi in metallo o in plastica. In questo modo, ci riesce a intervenire efficacemente sulla conduzione del segnale sonoro. In alternativa, si può far ricorso alla stapedotomia, nuova tecnica chirurgica che prevede soltanto la rimozione di una parte della staffa e l’innesto di una protesi, che trasmette il segnale acustico.

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