Sordità

Otosclerosi: Cause, sintomi e rimedi

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L’otosclerosi è una delle patologie che segna problemi al sistema uditivo.
Si tratta di una degenerazione delle strutture ossee dell’orecchio, si tratta di una patologia progressiva che interessa soprattutto donne in giovane età ed è tendenzialmente bilaterale.
In particolare, l’otosclerosi interessa la staffa, un piccolo osso che si trova nell’orecchio medio.
Essa insorge subdolamente, ed è accompagnata da una progressiva perdita dell’udito, il tutto è generato da un blocco degli ossicini situati nell’orecchio medio responsabili della diffusione del suono e dell’invio d’input sonori al cervello.

Cause e Sintomi

Ad oggi, la comparsa di questa patologia, viene collegata ad un fattore genetico e quindi ereditario. È legato prevalentemente al cromosoma X e ciò andrebbe a chiarire i motivi per il quale è stata riscontrata una maggior incidenza della patologia nelle donne.
L’otosclerosi insorge durante la pubertà, si aggrava in gravidanza e soprattutto con l’allattamento motivo per il quale dovrebbero essere per quanto possibile evitati.
La sintomatologia legata all’otosclerosi, è sicuramente la perdita progressiva dell’udito che può degenerare fino alla completa sordità.
Altri sintomi sono: acufeni, vertigini, problemi di equilibrio e del movimento involontario rapido e ripetitivo degli occhi.

Diagnosi e cura

Per diagnosticare se effettivamente si tratta di otosclerosi, bisogna rivolgersi innanzitutto all’otorino per sottoporsi agli esami diagnostici. Gli esami da dover eseguire sono:

  • Acumetria, con prove di voce e diapason
  • Audiometria, è possibile diagnosticare l’ipoacusia, che nei primi stadi ha carattere trasmissivo
  • Impedenzometria, evidenzia invece una alterazione o l’assenza del riflesso stapediale, ovvero il riflesso che, in caso di suono troppo intenso, blocca la catena ossiculare presente nell’orecchio medio e che permette una diagnosi precocissima.

Una volta diagnosticato che si è in presenza di otosclerosi, possiamo praticare due tipologie di interventi.
La prima tipologia è di rallentamento della perdita dell’udito. In tal senso si utilizzerà una protesi acustica esterna che consentirà di recuperare la capacità uditiva.
La seconda tipologia è il ricorso all’intervento chirurgico. In questo caso si ricorre alla stapedectomia ossia la rimozione della staffa e sostituzione con una protesi in metallo o in plastica che aiuta a stabilire la conduzione del segnale sonoro. In alternativa si può far ricorso alla stapedotomia, nuova tecnica chirurgica che prevede soltanto la rimozione di una parte della staffa e l’innesto di una protesi, che trasmette il segnale acustico.

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