Sordità

La perdita di udito può provocare anche dei cambiamenti cerebrali

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Quando si ha una perdita di udito non si sta perdendo solo il suono, ma il cervello sta cambiando irreversibilmente, però non è tutto perduto.
Ryugo, il professore di neuroscienze presso il Sydney Garvan Institute, quando entra in un ristorante prima di sedersi usa un’app sul suo cellulare per misurare il livello di rumore. Se è troppo alto decide di lasciare il luogo, per evitare qualsiasi sforzo eccessivo per le sue orecchie!
Il professore dice che: “il rumore è come la radiazione, non colpisce subito, ma col tempo se si accumula o si trascura, può danneggiare il canale uditivo e questo è ciò che sta uccidendo le nostre orecchie”.
Con l’età di 70 anni, circa il 75% degli uomini nei paesi industrializzati soffre di perdita di udito che colpisce non solo la capacità di comunicare e le relazioni sociali ma può provocare anche dei cambiamenti nel cervello.
Un orecchio umano sano può sentire una vasta gamma di suoni da quelli più silenziosi a quelli più rumorosi, però, quando il cervello non riceve uno stimolo corretto, la conseguenza è che altera le sue aspettative. Bisogna prendere in considerazione ogni precauzione. Come portare tappi per le orecchie in tasca nel caso in cui ci si trovi in un ambiente rumoroso, come ad esempio un’ambulanza con le sirene accese oppure ad un concerto rock.

I consigli per prevenire la perdita di udito

Ryugo descrive l’udito come un senso nascosto e la perdita di udito può essere lenta e impercettibile. In un ambiente aziendale, un lavoratore può cominciare ad avere un calo della sensibilità uditiva senza mai rendersene conto. Il lavoro di Ryugo ha, quindi, dimostrato che l’uso dell’apparecchio acustico può rallentare la perdita e ridurre gli effetti nel cervello. Lo ha dimostrato nei topi e il modello è ora in procinto di essere testato negli esseri umani alla Johns Hopkins University School of Medicine. In questo caso l’intervento stimola il sistema uditivo, che a sua volta impedisce ulteriori cambiamenti cerebrali indesiderati.
Per le persone che non hanno mai protetto le loro orecchie, invece, Ryugo sostiene che è arrivato il momento di iniziare. E si rivolge soprattutto alle persone che frequentano assiduamente i concerti rock, oppure luoghi molto rumorosi e chiassosi. È molto importante prevenire.
In Australia, ci sono tanti giovani che ascoltano la musica ad alto volume nelle loro orecchie con gli auricolari. In questo caso Ryugo sostiene che: “si tratta di ragazzi di 20 anni che hanno già bisogno di apparecchi acustici”. Ragazzi con problematiche uditive importanti.
In questo caso non sono soli. L’anno scorso l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha confermato che 1,1 miliardi di adolescenti e giovani adulti rischiano di perdere l’udito a causa di un utilizzo non corretto dei dispositivi audio personali e della frequentazione di luoghi, come bar e discoteche, dove i livelli sonori sono molto alti.
Ma la musica rock non è l’unica causa, anche le palestre moderne hanno una musica così forte che gli istruttori spesso sono costretti a usare dei microfoni per essere ascoltati, perché il volume alto della musica tende a coprire la loro voce.
Anche la musica orchestrale può essere un problema. La scorsa settimana un violista ha citato la Royal Opera House ha subito un danno al suo udito dovuto a una categoria di strumenti musicali a fiato, gli ottoni, che gli hanno provocato uno shock acustico. Questo si è verificato durante le prove per Wagner e, essendosi danneggiato l’udito, la sua carriera è stata rovinata.
Se si avverte di aver problemi di udito è importante avere un consulto con uno specialista, per un consiglio, per un aiuto e per un miglioramento della qualità della vita.
Ryugo sostiene che “è importante avere delle aspettative realistiche. L’obiettivo è quello di limitare le progressive alterazioni patologiche che si verificano nel cervello ed evitare l’isolamento sociale”.
Come sempre si raccomanda a tutti una cosa semplice ma efficace: controlli frequenti e prevenzione, che sono l’arma migliore.

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