Aiuta te stesso

Aiutare se stessi quando si soffre di ipoacusia

Rendersi conto di avere un problema di udito non è facile, soprattutto quando intervengono pregiudizi e rifiuti psicologici che ancora ci fanno vedere la presbiacusia (calo dell’udito dovuto all’età) come un sinonimo di demenza senile o di inadeguatezza. Molte persone infatti tendono a non ammettere, nemmeno con se stessi, di avvertire un calo dell’udito. Questo perché non vogliono essere considerate lente nella comprensione o semplicemente troppo anziane. E spesso cominciano ad evitare la compagnia altrui, si chiudono in se stesse per non essere giudicate e si isolano dagli affetti.
Questo rifiuto porta a non vedere quei piccoli campanelli d’allarme che invece dovrebbero spingere ad intervenire il prima possibile sul calo dell’udito. Se si ignora il problema e si lasciano passare gli anni, diventerà sempre più difficile riabituarsi a sentire.
Il primo passo per aiutare se stessi ad affrontare l’ipoacusia è renderti conto che il calo dell’udito è una problematica comune a moltissime persone. I dati del CENSIS risalenti al 2018 mostrano che quasi il 12% degli italiani ne soffre. Parliamo di 7,3 milioni di persone solo in Italia (e di 360 milioni in tutto il mondo). Dunque non sei il solo.
Inoltre, al contrario di quanto normalmente si pensi, il calo dell’udito non è dovuto a problemi psicologici o a deficit cognitivi. È dovuto ad un invecchiamento delle cellule dell’apparato uditivo. Si tratta quindi di un processo fisiologico che, dopo una certa età, colpisce tutti.
Prenditi del tempo per te e prova a rispondere in modo sincero a queste domande:

Ecco alcuni consigli per aiutare te stesso in caso di calo uditivo:

Mi sfugge sempre qualche parola durante le conversazioni?
Ho difficoltà ad ascoltare le voci femminili o quelle dei bambini?
I miei cari “mi rimproverano” perché non sento il telefono squillare o il campanello suonare?
Mi chiedono spesso di abbassare il volume della TV?

Se hai risposto sì ad almeno una di queste domande, è consigliabile fare un controllo dell’udito

Il controllo dell’udito infatti ti permette di avere in tempo reale un quadro preciso sulla capacità uditiva e, grazie alle indicazioni dell’audioprotesista, di trovare il trattamento più adatto alle tue esigenze.
E il trattamento più adatto in genere è rappresentato dagli apparecchi acustici. Tuttavia, abituarsi all’apparecchio acustico richiede settimane o addirittura alcuni mesi di tempo. Tutto dipende dal tipo di apparecchio che indossi, dalla tua capacità di adattamento ma soprattutto dalla tua perdita uditiva. Più tempo lascerai passare senza intervenire più sarà difficile per il cervello riabituarsi di nuovo a sentire bene grazie agli apparecchi acustici. Questo è il motivo per cui alcune persone si dichiarano insoddisfatte degli apparecchi acustici e smettono di utilizzarli dopo qualche giorno.
Se però intervieni ai primi sintomi di perdita dell’udito, non sarà questo il tuo caso, anzi: troverai negli apparecchi acustici ottimi alleati per tornare a sentire bene.
Non ti resta che prenotare un controllo dell’udito gratuito e, nel caso di ipoacusia, cominciare il percorso per tornare a sentire di nuovo bene.