L’otite è un'infiammazione dell’orecchio causata da infezioni batteriche, fungine o virali. Può colpire diverse parti dell’orecchio, essere acuta o cronica e manifestarsi con vari sintomi tra cui dolore, vertigini e calo di udito.
Specialisti dell'udito
Specialisti dell'udito 04/03/2022 15:02
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Cos’è l’otite?


Il termine otite identifica genericamente un’infiammazione dell’orecchio provocata da un’infezione di origine batterica, virale o fungina. Spesso, si configura come una diretta conseguenza di mal di gola e febbre. Tuttavia, in alcune circostanze, può celare un quadro clinico più complesso del semplice raffreddore. 


L’otite, infatti, racchiude una casistica medica molto ampia. La guarigione a volte è spontanea, altre volte è sufficiente curare l’influenza o il colpo di freddo che l’ha scaturita. In altri casi ancora, invece, richiede un trattamento mirato, soprattutto quando si presenta in forma cronica.  


Ma andiamo per gradi.


L’otite può “colpire” tutte le parti dell’orecchio


Piccola premessa. Quelle protuberanze composte perlopiù da cartilagine e nervi che sporgono ai lati della testa e che riusciamo a vedere ad occhio nudo rappresentano soltanto una parte delle orecchie. 


L’orecchio, in realtà, è un organo complesso e più grande di quello che può sembrare. Al punto che, per convenzione anatomica, si identificano tre sezioni specifiche: orecchio interno, orecchio medio e orecchio esterno


Come si può intuire, i riferimenti interni ed esterni riguardano la collocazione di quella specifica porzione di orecchio rispetto alla testa.  


Senza andare troppo nello specifico, basti sapere che l’orecchio esterno è la parte visibile, quella che riusciamo a toccare. Orecchio medio e orecchio interno, invece, sono il fulcro del sistema uditivo. Il “motore” che consente al cervello di ricevere ed interpretare correttamente il suono. E di regolare il nostro senso di equilibrio.


Quando si parla di otite, questa breve panoramica diventa necessaria per un semplice motivo: le otiti vengono classificate sulla base della specifica sezione dell’orecchio “colpita” dall’infiammazione


Si parla, infatti, di tre tipologie principali di otiti:


  • otite esterna;
  • otite media;
  • otite interna.

A queste, si aggiunge anche la miringite, una condizione infiammatoria della membrana timpanica.


Come vedremo più in avanti, ognuna di queste forme presenta delle caratteristiche ben precise. 


L’otite può avere durata differente


Oltre alla classificazione in base alla zona dell’orecchio afflitta dall’infiammazione, gli esperti suddividono le otiti anche in base ai tempi di guarigione.


Si parla di:


  • otite acuta, quando si esaurisce entro 3 settimane;
  • otite subacuta, quando la guarigione avviene in un periodo compreso tra 3 settimane e 3 mesi;
  • otite cronica, quando il decorso supera i 3 mesi.

In caso di otite cronica, potrebbe rendersi necessaria l’assunzione di farmaci specifici.


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Otite esterna


L’otite esterna è un’infiammazione a carico della cute e della sottocute del condotto uditivo esterno, ovvero del canale che collega orecchio esterno e orecchio medio. 


Detta in parole “povere”, parliamo della parte in cui tendiamo ad infilare le dita quando ci viene il prurito alle orecchie. Sbagliando, ovviamente. Questa pratica, infatti, le espone ad un maggiore rischio di infezioni. 


E, di conseguenza, di otite esterna.


Il rivestimento del condotto uditivo esterno, quindi, è il bersaglio principale dell’infezione da otite esterna. Tuttavia, l’infiammazione può estendersi anche alla membrana timpanica (meglio conosciuta come timpano) e al padiglione auricolare (la parte esterna). Provocando fastidio un po’ a tutto l’orecchio.


La progressione di questo disturbo dipende in gran parte dalle caratteristiche della specifica variante di otite esterna. 


Le diverse forme di otite esterna


L’otite esterna, a sua volta, può presentarsi in diverse forme:


  • otite esterna diffusa: è tra le forme più ricorrenti di otite e può provocare dolore e prurito. Questa variante coinvolge praticamente tutta la pelle del condotto uditivo e, talvolta, può provocare la formazione di crosticine, eritemi ed altre manifestazioni visibili;

  • otite esterna circoscritta: questa infezione si caratterizza per la possibile formazione di un foruncolo sulla parte cartilaginea del canale uditivo esterno. Può essere di lieve entità e scomparire spontaneamente, oppure richiedere un approccio terapeutico;

  • otite esterna cronica: la forma cronica può derivare da un’otite esterna acuta trattata in maniera inadeguata o da altre malattie della pelle che si estendono anche al condotto uditivo (dermatite atopica, psoriasi, ecc.). Prurito e perdita uditiva sono le manifestazioni più ricorrenti, è meno frequente che provochi dolore;

  • otite esterna maligna (necrotizzante): si tratta di un’infezione distruttiva del canale uditivo esterno che si manifesta principalmente negli uomini anziani diabetici o con un sistema immunitario debole.

Una delle forme più ricorrenti di otite esterna prende il nome di orecchio del nuotatore, un'infiammazione piuttosto frequente tra chi pratica sport acquatici. Questa variante può essere circoscritta e risolversi semplicemente, ma può anche cronicizzarsi laddove non si dovesse intervenire in maniera tempestiva ed efficace.


Cause 


La maggior parte dei casi di otite esterna è causata da infezioni batteriche. Nello specifico, si tratta di infezioni causate da Pseudomonas aeruginosa e, in misura inferiore, da Staphylococcus aureus.


Dal punto di vista statistico, invece, l’infezione fungina risulta una causa più rara nei casi di otite esterna acuta. Viceversa, rappresenta una delle più comuni quando l’otite esterna diventa cronica. Soprattutto quando le infezioni fungine sono riconducibili ai generi Aspergillus e Candida.


Altri fattori di rischio sono rappresentati da:


  • cause allergiche;
  • tappi di cerume;
  • presenza di acqua nell’orecchio;
  • microtraumi provocati dall’utilizzo dei cotton fioc;
  • colpi di freddo
  • diabete

Sintomi


Così come le cause, anche le manifestazioni possono cambiare in base alla variante di otite esterna. 


In linea generale, i sintomi più ricorrenti sono:


  • dolore all’orecchio (otalgia);
  • prurito;
  • gonfiore del condotto uditivo;
  • eritemi;
  • edemi;
  • otorrea.

Sintomi che, in alcune circostanze, possono ostruire il condotto uditivo e provocare ipoacusia trasmissiva, ovvero una perdita uditiva dovuta ad una difficoltà “meccanica” che impedisce all’orecchio di recepire correttamente il suono.


Diagnosi 


L’otoscopia è l’esame principale da eseguire in caso di sospetta otite esterna. In alcune circostanze, qualora l’ORL lo ritenesse opportuno, potrebbero risultare utili anche l’esame del padiglione auricolare, dei linfonodi circostanti e della pelle.


Possibili trattamenti 


Il trattamento dell’otite esterna dipende ovviamente da vari fattori, tra cui l’entità del disturbo e, soprattutto, la causa. In alcuni casi può essere sufficiente la semplice pulizia del condotto uditivo. A questo proposito, può venire in soccorso l’utilizzo di uno spray auricolare per il lavaggio delle orecchie. 


Altre volte, invece, si ricorre ad antibiotici o antivirali; altre ancora, a corticosteroidi e vari supporti per alleviare il dolore.


Soltanto uno specialista, dopo aver effettuato una visita e analizzato il caso specifico, potrà indirizzare il paziente verso il miglior trattamento possibile. 


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Otite media: l’otite dei bambini 


L’otite media è un’infezione che colpisce la sezione media dell’orecchio. E rappresenta uno dei disturbi più comuni tra i bambini in tenera età (soprattutto dai 6 mesi ai 2 anni).


Anche questa forma di otite presenta alcune varianti


Le diverse forme di otite media


Queste sono le tre forme principali di otite media:


  • otite media acuta: è la forma più comune di otite media. Spesso si verifica durante o subito dopo un raffreddore. In questi casi, il mal d’orecchio è accompagnato dai tipici acciacchi dell’influenza;

  • otite media secretiva (o catarrale): di solito, è dovuto all’accumulo di siero o muco dietro il timpano in seguito a malanni stagionali. Nel caso dei più piccoli, si aggiungono anche ragioni anatomiche o comportamentali. I bambini sotto i 2 anni sono più vulnerabili a questa infiammazione anche perché non sono in grado di soffiarsi il naso. Questo può contribuire ad un ristagnamento dei muchi presso il canale che collega l'orecchio medio alla faringe, “ingolfando” la tuba uditiva (tromba di Eustachio). L’otite catarrale, però, non risparmia la popolazione adulta. E chi ne soffre, sente come se avesse l’orecchio “pieno”, oltre a dover fare i conti con una lieve e provvisoria ipoacusia. È molto raro, comunque, che provochi dolore;

  • otite purulenta (o suppurativa): come suggerisce la denominazione, questa forma di otite si caratterizza per il prurito derivante dalla produzione di pus dovuta ad una “colonizzazione” di organismi batterici o virali all’interno dell’orecchio medio.    

Cause


L’otite media è un processo infiammatorio causato da un’infezione virale del tratto respiratorio superiore che coinvolge le mucose di naso, rinofaringe e orecchie, oltre alle trombe di Eustachio. 


Il raffreddore o il mal di gola, quindi, possono essere banalmente identificate come le cause principali.  


Gli agenti batterici responsabili di otite media sono prevalentemente Streptococcus pneumoniae, Haemophilus influenzae e Moraxella catarrhalis. I patogeni virali, invece, appartengono alle tipiche specie influenzali, tra cui virus respiratorio sinciziale, rhinovirus e adenovirus.


Come accennato in precedenza, la maggior parte dei casi di otite media si riscontra nei bambini. Anche per questo motivo, oltre a variabili infettive, allergiche e genetiche, tra i fattori di rischio più ricorrenti spiccano alcune cause ambientali e comportamentali tipiche dei più piccoli.


Tra cui:


  • uso del ciuccio;
  • frequenza dell’asilo nido;
  • esposizione al fumo;
  • reflusso gastroesofageo;
  • dentizione.

In generale, anche carenza di vitamina A, anomalie anatomiche del palato, ingrossamento delle adenoidi, diabete e immunodeficienza possono aumentare la vulnerabilità a questo tipo di infiammazione. 


Sintomi


Nel caso dell’otite media, i sintomi più comuni vengono osservati nei bambini e possono includere:


  • irritabilità e pianto isterico;
  • febbre;
  • disturbi del sonno;
  • perdita di appetito;
  • fuoriuscita di liquidi dalle orecchie;
  • formazione di crosticine in prossimità delle orecchie;
  • dolore alle orecchie, soprattutto da sdraiati.

Gli adulti affetti da questa infiammazione lamentano anche mal di testa e perdita uditiva.


Diagnosi


Anche in questo caso, l’esame otoscopico è il primo strumento d’indagine da parte dello specialista. A supporto della otoscopia, ci sono altri test che possono aiutare nella diagnosi di otite media, tra cui timpanometria, timpanogramma, audiometria e riflettometria acustica.


Possibili trattamenti


Tutte le forme di otiti sono disturbi multifattoriali e l’otite media non fa eccezione. Questo significa che il trattamento dipende prevalentemente dalla causa ed è per questo motivo che soltanto uno specialista potrà indicare il giusto approccio terapeutico. 


In linea generale, le cure possono prevedere la somministrazione di antibiotici o antivirali, in base alla natura dell’infezione. E, laddove il medico lo ritenesse opportuno, il supporto di analgesici come i farmaci antinfiammatori (es. paracetamolo) potrebbe risultare efficace per attenuare il dolore.


Ad ogni modo, si consiglia caldamente di non intraprendere cure fai-da-te e di rivolgersi esclusivamente a personale medico qualificato. 


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Otite interna (o labirintite)


L’otite interna, nota anche come labirintite, è un’infiammazione della parte interna dell’orecchio. Si tratta della sezione in cui risiede il labirinto, la porzione dell’orecchio responsabile del nostro senso di equilibrio.  


Piccola premessa. Questa complessa e indispensabile struttura chiamata labirinto è composta da due parti: labirinto osseo e labirinto membranoso. Entrambe le sezioni contengono liquidi, ossa e altre componenti fondamentali per far sentire bene e regolare l’equilibrio.


In caso di otite interna, la parte coinvolta nel processo infiammatorio è il labirinto membranoso.  


Cause


Non è facile individuare con precisione le cause di una condizione così sfuggente e multifattoriale come l’otite interna, anche se le più ricorrenti sembrano riconducibili a infezioni batteriche o virali


A seconda della causa, infatti, si tende a distinguere soprattutto due categorie di otite interna:


  • labirintite virale: si tratta della forma più comune di labirintite e dipende da un’infezione virale delle vie aeree superiori;

  • labirintite batterica: in genere, deriva da una meningite batterica o da otite media. A sua volta, si definisce sierosa quando l’infiammazione si configura come un effetto secondario rispetto alla presenza di batteri e citochine. Invece, si definisce purulenta (suppurativa) quando è causata direttamente dagli agenti patogeni.

Una pubblicazione scientifica suggerisce la possibilità che possa manifestarsi come la conseguenza di alcune malattie autoimmuni (poliarterite nodosa e granulomatosi con poliangioite). Inoltre, un paper divulgato su Frontiers ha evidenziato una possibile correlazione anche con HIV e sifilide.


Tuttavia, l’otite interna non scaturisce soltanto da virus e batteri. Altri fattori di rischio possono incentivare la sua comparsa, tra cui:


  • eccesso di alcolici;
  • forte stress;
  • trauma cranico;
  • meningite;
  • herpes e morbillo;
  • farmaci ototossici;
  • allergie.

Alcuni addetti ai lavori sostengono che anche l’eccessivo sforzo fisico e i movimenti bruschi potrebbero rappresentare una potenziale insidia per l’insorgenza di labirintite.


Sintomi


L’otite interna si manifesta tipicamente con la comparsa combinata di due o più tra i seguenti sintomi


  • gravi vertigini;
  • nausea;
  • vomito;
  • acufene (fischio o ronzio all’orecchio);
  • giramenti di testa;
  • nistagmo (movimento rapido e incontrollato degli occhi);
  • perdita uditiva.

Nei casi di labirintite, è possibile accusare anche debolezza e intorpidimento


Diagnosi


Così come tutte le altre forme di otite, anche nella valutazione della labirintite i vari strumenti a disposizione vengono ponderati in base alla storia clinica e ai sintomi del paziente. 


L’otoscopia, di solito, è il punto di partenza. Sicuramente, l’audiometria può aiutare ad identificare una possibile perdita uditiva aiutando così a “circoscrivere” il campo delle possibili diagnosi. Possono risultare altrettanto utili anche una risonanza magnetica per immagini e una tomografia computerizzata


Sarà, comunque, il singolo caso clinico a far valutare allo specialista la possibilità di adottare gli strumenti d’indagine che ritiene più opportuni.


Possibili trattamenti


Il trattamento dipende dall’analisi delle cause e dei sintomi. L’approccio terapeutico può virare sulla somministrazione di antibiotici e antivirali quando l’otite interna dipende da infezioni di questo tipo. 


Lo specialista potrebbe scegliere di prescrivere farmaci per alleviare la nausea causata dalle vertigini (antiemetici), corticosteroidi o, in alcuni casi, anche ansiolitici e antidepressivi (benzodiazepine).


Anche in questo caso, si consiglia caldamente di affidare la salute delle proprie orecchie nelle mani di dottori qualificati. 


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Quanto dura l’otite?


Non esiste una risposta sempre valida, la durata dipende dall’entità e dalla variante di otite. Può durare pochi giorni ed avere un decorso spontaneo in caso di otite acuta. Altro discorso, invece, in caso di otite cronica: circostanza che prevede un approccio medico diverso e tempi di guarigione più lunghi.


Seppur si tratti di un disturbo frequente e spesso innocuo, senza ripercussioni significative, si consiglia di rivolgersi ad uno specialista. Soprattutto in caso di forte dolore, secrezione di liquidi, violente vertigini e accentuata perdita uditiva.


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