Consigli sull’udito

Come aiutare un collega con problemi uditivi

Colleghi di lavoro felici
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Il calo dell’udito è una problematica che coinvolge 7 milioni di persone solo in Italia: ciò significa che le possibilità di avere a che fare con una persona ipoudente a scuola, in famiglia o sul luogo di lavoro sono discretamente alte, ed è bene sapere come comportarsi per poter offrirle il massimo supporto. Dopo aver parlato in un precedente articolo di come aiutare un nonno con problemi di udito o di come migliorare la vita scolastica dei bambini ipoacusici, questa volta ci dedichiamo a come aiutare un collega con problemi uditivi.

Innanzitutto, lasciate che sia il vostro collega a parlarvi del suo problema, ad aprirsi con voi e a raccontarvi la sua esperienza o, se siete davvero curiosi o interessati all’argomento anche per motivi personali, fatelo sempre con discrezione. Cercate di fargli capire, con gentilezza e riservatezza, che il calo uditivo non è nulla di cui vergognarsi e, adottando qualche piccola modifica al vostro comportamento in ufficio, riuscirete di sicuro a coinvolgerlo di più.

Discrezione ed empatia

Il primo consiglio per relazionarsi con una persona ipoacusica è quella di non trattare il suo problema come un gravissimo handicap: bisogna infatti imparare ad assimilare il calo uditivo ai problemi di vista. Non ci si meraviglia di una persona con gli occhiali, e allo stesso modo non ci si dovrebbe meravigliare di una persona con gli apparecchi acustici.

Se qualche volta non se la sente di venire in mensa con gli altri (perché si troverebbe in un ambiente molto rumoroso) o se non ride spesso alle battute scambiate velocemente o sottovoce, non lo fa perché asociale o poco partecipe della vita del team, ma perché forse non si sente ancora a suo agio con gli apparecchi acustici o non vuole che si sappia del suo calo uditivo.

Parlategli sempre faccia a faccia

Le persone con difficoltà uditive, ma anche molti normoudenti, hanno la tendenza a guardare le labbra di una persona, quando questa parla, per poter leggere il labiale. In questo modo, la vista supporta l’udito e aiuta anche chi sente poco a seguire il filo della conversazione. Dunque, fate in modo di rivolgervi al vostro collega con problemi uditivi stando sempre faccia a faccia: questo lo aiuterà ad inserirsi nella conversazione e a sentirsi più coinvolto.

Fate attenzione alle comunicazioni generali

In alcuni luoghi di lavoro, soprattutto in quelli organizzati come open space, si ha la tendenza a dare le comunicazioni di servizio semplicemente parlando a voce più alta dalla propria scrivania o “affacciandosi” dal proprio ufficio nell’open space. Questo modo di comunicare può creare problemi a chi sente poco bene, o anche a chi è molto concentrato sul lavoro e quindi non presta attenzione a suoni e parole che non sono direttamente rivolti a lui. È buona abitudine quindi, soprattutto se siete in posizione di autorità all’interno del vostro ufficio, assicurarsi di avere l’attenzione di tutti prima di dare comunicazioni generali, magari interpellando singolarmente e a voce alta tutti i colleghi e solo dopo comunicare il messaggio.

Utilizzate anche supporti visivi durante le videocall di lavoro

Per chi ha problemi uditivi la call lavorativa e le riunioni online che hanno preso piede durante la quarantena possono essere state un vero incubo. Problemi di connessione, ambiente domestico rumoroso, mancata sincronizzazione tra audio e video rendono i meeting online davvero difficili da seguire. Ecco perché, se la vostra azienda è solita lavorare con clienti e colleghi in remoto, sarebbe utile avere anche dei supporti visivi. Se ad esempio dovete esporre una relazione o i dati di un progetto, potete inviare una sintesi scritta o delle slide con le informazioni principali a tutti i soggetti coinvolti. In questo modo il collega con problemi uditivi potrà seguire meglio il filo del discorso.

Screening di gruppo

I consigli dati finora possono aiutare un collega con problemi uditivi a vivere più serenamente la sua giornata lavorativa e a non farlo sentire escluso dal resto del gruppo di lavoro. Ma nel caso in cui un collega non si rende conto di avere difficoltà di ascolto o si trova in una fase di negazione?

In questo caso, la situazione diventa un po’ più delicata perché, come abbiamo detto molte volte, accettare l’ipoacusia non è affatto facile. Anzi, ammettere con un collega di avere un problema, soprattutto se l’ambiente di lavoro è molto competitivo, è ancora più difficile. Attenzioni non richieste, domande troppo insistenti o peggio ancora battute sull’argomento potrebbero inasprire i rapporti con i colleghi. Ecco perché è importante affrontare la cosa con delicatezza, magari raccontando della propria esperienza personale con un genitore o un amico ipoacusico.

Inoltre, potrebbe essere utile organizzare uno screening uditivo aziendale, magari contattando uno specialista per effettuare un controllo dell’udito direttamente sul posto di lavoro per tutti i dipendenti, oppure in uno dei centri acustici della zona.

Per iniziative simili, potete rivolgervi ad uno dei nostri centri acustici partner presenti in tutta Italia.

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