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Lingua dei segni: cos’è e come impararla

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La lingua dei segni è un tipo di comunicazione costituito da sistema codificato di segni con le mani, espressioni facciali e movimenti segni delle labbra.
La componente più importante della lingua dei segni è ovviamente composta dai “segni” cioè dai gesti effettuati con le mani, in maniera statica o in movimento, associati ad una particolare posizione del palmo e delle braccia. Ogni gesto ha uno o più significati specifici come avviene per le parole ed è codificato, in modo che entrambe le persone – a conoscenza del codice – possano comunicare. Il messaggio viene esternato con il corpo da chi “parla” e percepito con la vista da chi “ascolta”. La lingua dei segni, tramite l’espressività facciale, riesce a comprendere aspetti verbali e aspetti non verbali. I movimenti labiali invece non appartengano propriamente alla lingua dei segni se non per aspetti secondari.

Chi comunica con la lingua dei segni?

La lingua dei segni è utilizzata maggiormente dai soggetti non udenti (sordi) o dalle persone che hanno a che fare quotidianamente con soggetti sordi (parenti, amici, …). Inoltre, la LIS è usata anche da soggetti che non possono più usare la fonazione per comunicare.

Lingue dei segni in Italia e nel mondo

Le lingue dei segni sono diverse da Paese a Paese; in Italia si usa la “LIS” acronimo di “Lingua Italiana dei Segni”, mentre in altri stati si usano lingue dei segni diverse:
• Brasile la LIBRA (Língua Brasileira de Sinais);
• USA la ASL (American Sign Language);
• Regno Unito la BSL (British Sign Language);
• Francia la LSF (Langue des Signes Française);
• Finlandia la SVK (Suomalainen viittomakieli, SVK);
• Nuova Zelanda la NZSL (New Zealand Sign Language).
Negli ultimi tempi è stata proposta l’adozione di una lingua dei segni internazionale chiamata “signuno” basata sull’esperanto.

Come imparare la lingua dei segni

La prima cosa da fare per poter imparare la LIS è memorizzare l’alfabeto: usando la lingua dei segni, non sempre ricorderai il segno preciso corrispondente ad un pensiero o una determinata parola, ma conoscendo l’alfabeto, è possibile sillabare termini e nomi.
Dopo questo step, si passa ad imparare i segni base. È utile cominciare con le parole che più frequentemente si utilizzano per le conversazioni quotidiane, come: “ciao”, “come stai”, “che ora è” ect. .
Una volta che si è familiarizzato con i termini base, è consigliabile aggiungere nuove parole all’elenco dei segni che già memorizzati. È utile prima partire dai segni più utilizzati e poi passare a quelli meno consueti.
Da ora in poi il passo più importante sarà fare pratica, anche facendoti aiutare da chi è già esperto nella lingua dei segni o iscrivendovi ad un corso apposito.
Per ottenere delle informazioni utili sui corsi di lingua dei segni, contatta la sede ENS a te più vicina, consultando il sito ufficiale.

 

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