Acufene

Acufene: la psicoterapia può essere un valido aiuto?

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In Italia 3 milioni di italiani soffrono di acufene, quel fastidioso ronzio continuo che non fa altro che peggiorare la qualità della vita di chi lo percepisce. Contro l’acufene in un caso su due la terapia cognitiva dimezza il fastidio. A sostenerlo con dati raccolti attraverso cartelle cliniche, è uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Ear and Hearing.

Psicoterapia e acufene

La psicoterapia è considerata come un valido aiuto poiché può portare ad una maggiore consapevolezza nel paziente, permettendogli di convivere in maniera più serena con questo fastidioso ronzio. La terapia comportamentale può apportare un grande beneficio soprattutto ai pazienti con acufene cronico, un disturbo dalle cause spesso ignote e finora senza una cura definitiva.
Finora, l’impatto positivo della psicoterapia sull’acufene era stato validato solo da piccoli studi, ma la nuova ricerca approfondisce meglio il tema utilizzando un numero più ampio di pazienti con acufene cronico.

Lo studio

I ricercatori dell’Università inglese di Bath hanno selezionato 182 pazienti con acufene in una clinica specializzata. I volontari, per otto settimane, hanno completato un programma di terapia cognitiva basata sulla consapevolezza. Le misure relative al disagio psicologico correlato all’acufene sono state annotate prima dell’intervento, dopo l’intervento e dopo un follow-up di sei settimane. Dopo l’intervento, sono stati rilevati miglioramenti del disagio correlato all’acufene nel 50% dei casi. I cambiamenti sono stati definiti ‘significativi’ e associati in particolare ad aumenti nell’accettazione dell’acufene e nella consapevolezza.

Cos’è l’acufene?

Per acufene si intende la percezione continua di suoni o rumori in assenza di uno stimolo esterno. Ne soffre circa il 20% della popolazione e nel 97% dei casi è associata ad un difetto dell’apparato uditivo. Questa condizione è generalmente ben tollerata ma può tuttavia creare in circa il 6-10% dei casi un disagio non trascurabile determinando disturbi del sonno, della concentrazione, emotivi e di socializzazione. Attualmente le cure sono volte a ridurre la percezione dell’acufene e lo stress ad esso correlato mediante interventi di psicoeducazione o di stimolazione acustica come mascheramento con suoni dolci e rilassanti.

L’approccio corretto alla terapia

L’approccio a questa terapia è suddiviso in varie fasi. La prima è volta a chiarire la natura dell’acufene, mediante una visita e, se è necessario, si passa all’esecuzione di esami audiologici e radiologici per escludere cause organiche. Dopodiché si passa alle terapie cognitivo-comportamentali che, associate a tecniche di mindfulness, possono influenzare positivamente il modo in cui il paziente gestisce la propria condizione, aiutandolo ad accettarla nel corso del tempo ed alleviando lo stress legato ad essa, tanto da ridurre l’intensità del disturbo in circa il 50% dei casi.

Spesso cali di udito sono associati all’acufene. Se hai bisogno di un controllo dell’udito, affidati a noi, è gratuito.

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