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Vita a 110 db: cause, danni e perdita dell’udito tra i musicisti

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Gli AC/DC sono stati costretti a rinviare il loro tour mondiale “Rock or Bust”, a causa dei problemi di udito del cantante Brian Johnson (nella foto). I medici hanno comunicato e consigliato al cantante di annullare definitivamente il tour, perché vi è il rischio di aggravare la situazione, provocando così una perdita dell’udito permanente.

Brian Johnson è un “anziano” d’eccellenza che però non fa eccezione alla regola.

Noi diamo per scontato che la perdita dell’udito riguardi solo o soprattutto le persone anziane oppure adulte, non è così, anche i giovani non devono trascurare un simile rischio.

I musicisti con perdita dell’udito

Nel mondo ci sono circa 360 milioni di persone, di cui 8 milioni che hanno deficit uditivi. Tra queste ci sono cantautori, compositori e chitarristi che ne soffrono. Partendo da Ludwing van Beethoven fino a Chris Martin (Coldplay), passando per Phil Collins, Sting ed infine Gino Paoli.

Si tratta di un disturbo uditivo dovuto da un elevato volume dei suoni, tipico dei musicisti, perché essendo sempre impegnati durante la giornata nelle prove di gruppo, negli studi di registrazione e nei concerti, dove l’uso continuo di cuffie e altoparlanti può danneggiare la qualità del loro udito a causa dell’elevato livello sonoro. Basti pensare che quello di un’orchestra sinfonica in pieno regime che è di 110 decibel, ben superiore al rumore di una metropolitana di passaggio, 90 decibel, o di un martello pneumatico 100 decibel a una distanza di circa 3 metri.

La perdita dell’udito è un problema serio per chi lavora nel mondo della musica, da non sottovalutare ma da prevenire e da curare nel modo giusto. I Pearl Jam hanno deciso di distribuire tappi per le orecchie ai loro prossimi concerti, stringendo un accordo con l’organizzazione no profit MusicCares. Sicuramente sarà un’iniziativa importante e confortevole soprattutto per i numerosi musicisti che hanno sofferto, e che tuttora soffrono, per i vari disagi dovuti dall’esposizione di livelli sonori molto alti. Tale problema riguarda in particolar modo generi di musica come il rock, la musica house o l’elettronica, perché durante le performance e le prove si possono raggiungere livelli e pressioni acustiche molto alte per tempi lunghi, rischiando così di mettere in pericolo l’udito.

Infatti, grazie al progresso tecnologico sono stati realizzati per i musicisti degli ausili sempre più discreti e su misura che garantiscono un’ottima stabilità nell’orecchio e nell’ascolto.

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